Verdena - VALVONAUTA - la recensione
Recensione del 06 ago 1999
Un debutto da ricordare, questo dei Verdena (tanto per non usare la parola memorabile, che magari porta anche un po’ sfiga), veramente il gruppo che mancava alla scena rock italiana. Potenti, assatanati, giovanissimi, convinti della propria musica e forse anche del proprio talento, i Verdena sono una mescola inestricabile e ben riuscita di rock, punk e psichedelia, come mette in luce questo EP uscito come anticipazione del loro primo album, “Verdena”, la cui pubblicazione è prevista per la fine di settembre ’99. “Valvonauta” e “Dentro Sharon”, i primi due brani contenuti in questo cd, faranno infatti parte anche del primo album del gruppo, mentre “Bonne nouvelle” – qui in una ruvida versione demo – e “Piuma” sono bonus tracks inserite soltanto in questo EP, le cui registrazioni sono state effettuate allo studio Sonica da Giorgio Canali (CSI). L’impatto con la musica del gruppo è violento, una sorta di rock fortemente influenzato da un’attitudine che è diretta discendente della musica dei Nirvana come dei momenti psichedelici dei Motorpsycho, e tuttavia capace di una propria indipendenza e naturalità. E’ questo che sorprende del gruppo bergamasco, il fatto di ascoltarli così giovani e già così adulti musicalmente, sentirli suonare con lo stesso piglio che ha chi fa questo mestiere da una vita, oppure di chi nasce musicista. Consigliato a chi pensa di avere già ascoltato di tutto e a chi non ha più fiducia (o non ne ha mai avuta) nel rock italiano.