Evidentemente non gli sono bastate l'autobiografia del 1995 ("Take it like a man") e quella del 2007 ("Straight") per soddisfare la sua voglia di parlare di sè. Sicché Boy George, il camaleontico cantante dei Culture Club, sulla soglia dei 63 anni torna a mettere in pagina le storie della sua vita, con l'allegra sfrontatezza che rende divertente la lettura di questo memoir che, oltre ad essere un clamoroso esempio di namedropping, abbonda in aneddoti spesso divertenti (anche se in parte già noti a chi ha letto i due libri precedenti). Appare pacificato, l'artista, anche se non manca di ricordare puntualmente chi non è stato gentile con lui (ma sostiene di aver perdonato tutti, in spirito buddista).
Un'autobiografia sfrontata
Il cantante dei Culture Club si racconta (di nuovo...)
Recensione del 28 lug 2024 a cura di Franco Zanetti
Voto 7/10