Un catalogo di 45 giri

Quando c'erano ancora le "bancarelle dei dischi"

Recensione del 16 feb 2023 a cura di Franco Zanetti

Voto 8/10

Molti, molti anni fa lavoravo in un negozio di dischi.
Molti, molti anni fa i dischi di successo si vendevano a pacchi; e capitava abbastanza spesso che qualche titolo andasse esaurito durante la settimana - era un problema, perché il sabato era il giorno in cui i dischi di successo erano più richiesti. Gli ordini venivano fatti direttamente ai rappresentanti, che di solito passavano dal negozio a inizio settimana; in quei tempi in cui non esistevano le email, e nemmeno il fax, i rappresentanti raccoglievano gli ordini su moduli stampati, tre copie ogni pagina (con la carta carbone fra il primo e il secondo e il secondo e il terzo foglio). Una copia per il cliente, il negoziante; una copia per il rappresentante; e una copia per la casa discografica, alla quale il foglio con gli ordini veniva portato fisicamente in sede dal rappresentante. Fra la riconsegna del foglio alla casa discografica, la preparazione dell'ordine in magazzino, la spedizione della scatola, a volte succedeva che l'ordinazione non riuscisse ad essere consegnata, via corriere, al negozio entro il venerdì.

A salvare la giornata del sabato era, spesso, un simpatico signore che, il sabato mattina, con la sua station wagon (che allora non si chiamava ancora così, era semplicemente un'automobile furgonata), parcheggiava sul marciapiedi fuori dal negozio, apriva il bagagliaio nel quale erano stipati, a più strati, decine di contenitori di legno zeppi di 45 giri - e da lui ci si riforniva dei dischi più richiesti che erano andati esauriti, e che il sabato pomeriggio sarebbero stati sicuramente richiesti dai clienti. Per la verità, non erano proprio i dischi originali; le canzoni erano le stesse, anzi ascoltandole sembravano quasi uguali a quelle "della radio", ma le copertine erano diverse... e i cantanti non erano quelli famosi, ma interpreti che ne rifacevano al meglio le voci. Tant'è: anzi, a volte meglio, perché sui due lati dello stesso 45 giri c'erano due canzoni di successo, e così i clienti erano, a volte, anche più contenti. Come erano più contenti gli acquirenti degli stessi 45 giri che li compravano sulle bancarelle dei mercati rionali o di paese: spendevano meno, perché quei dischi, in effetti, costavano al rivenditore assai meno dei dischi originali, quindi erano venduti a prezzo più conveniente.
Questo succedeva, appunto, molti, molti anni fa: io c'ero, e l'ho visto succedere.

Anche per questa ragione del tutto personale segnalo con particolare piacere questo libro, frutto di ricerche attente da parte di Daniele Sgherri, studioso della discografia italiana e collezionista curioso, che propone il catalogo integrale di una di quelle piccole etichette che pubblicavano i 45 giri di cui vi ho raccontato prima, la GR. A dirigere la GR era Mario Battaini, fisarmonicista di vaglia (è suo l'assolo in "Storia d'amore" di Adriano Celentano, ma ha suonato per tutti i nomi più importanti della canzone italiana, compreso Fabrizio De André, in "Rimini"). In poco più di tre anni di vita, dal 1967 al 1970, la GR ha pubblicato centinaia di 45 giri, di ognuno dei quali sono qui riprodotte la capertina (lato A e lato B) e le etichette dei dischi (lato A e lato B). Le copertine sono bellissime, ultrapopolaresche, con vedute da cartolina, caste pin-up, disegni umoristici; e questo catalogo "da bancarella" è così anche lo specchio di un'epoca ormai archiviata.

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