La vita piena di alti e bassi di Brian Johnson è raccontata in prima persona dal protagonista (e senza l'aiuto di un ghostwriter) con vivacità, brillantezza e senso dell'umorismo. Infanzia povera, lavori umili, poi un primo (piccolo) successo con i Geordie, poi il ritorno all'anonimato, poi la seconda possibilità con un'altra band che si fa un nome nei circoli operai britannici, e infine - a sorpresa - la chiamata dagli AC/DC per sostituire Bon Scott (e poi ancora la sordità, e la guarigione, e il ritorno alla musica con "Power Up"...). A 75 anni, il figlio di un soldato britannico e di una donna italiana riassume un bel pezzo di vicende personali e professionali, interrompendo però (ed è un peccato) la narrazione subito dopo la registrazione del suo primo disco con gli AC/DC, "Back in black". Ci sarà, gli auguriamo, il tempo per un secondo volume, interessante e divertente quanto questo.
Da un villaggio di minatori agli stadi
Come si diventa il cantante degli AC/DC
Recensione del 02 feb 2023 a cura di Franco Zanetti
Voto 8/10