Già nel 2008, nel libro che scrissi a quattro mani con Riccardo Bertoncelli (AvantPop), sottolineavo come l'unica canzone in cui si parlasse esplicitamente di contestazione fra tutte quelle uscite in quell'anno-simbolo del 1968 fosse la vincitrice dello Zecchino d'Oro, appunto "Quarantaquattro gatti". Partendo da quell'assunto Danilo Gatto, docente di etnomusicologia a Catanzaro, analizza 34 canzoni "per bambini" individuando in ognuna di esse uno spunto che ricollega il testo a un'ideologia "comunista" (in senso lato) - da cui il sottotitolo "Il comunismo spiegato agli adulri attraverso le canzoni per bambini".
Un esercizio sfizioso e ironico, che - seppure in alcuni casi appaia un po' troppo tirato per i capelli - strappa più di un sorriso e induce ad ascoltare con orecchie nuove canzoni che sono nella memoria di ciascuno di noi, da "Le tagliatelle di nonna Pina" a "Papaveri e papere", da "Alla fiera dell'est" a "Viva la pappa col pomodoro". Divertente.