Dell'autore avevo letto (in inglese) "12 days on the road", una sorta di diario del famigerato tour americano dei Sex Pistols del gennaio 1978. Per quello, Monk si era fatto aiutare da Jimmy Guterman, per questo da Joe Layden - ma di questo ho letto la traduzione di Barbara Caserta, quindi non tento paragoni riguardanti la fluidità della narrazione. Noel Monk è stato il manager dei Van Halen dal 1978 al 1985, e, com'è ovvio, ne ha viste di cotte e di crude. "Un pass dietro le quinte degli anni selvaggi, sporchi e rumorosi della band", strilla la copertina, e in fondo non mente: sesso droga e rock'n'roll, come no. Ma, ecco, forse un po' troppo prevedibile, nel complesso. Sempre che Monk non abbia edulcorato la narrazione, che, comunque, soffre dell'eccesso di punto-di-vista, per cui da come la racconta lui si direbbe che l'unico savio della banda fosse proprio il manager, o quasi. Indispensabile per i fan, non altrettanto per tutti gli altri.
Van Halen, gli anni selvaggi
Raccontati dal loro manager
Recensione del 01 set 2022 a cura di Franco Zanetti
Voto 6.5/10