Roberto Ottolino - GHOST NOTES - la recensione

Recensione del 10 dic 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 8/10

Nato da un podcast, il libro di Ottolino raccoglie ventuno (più una "ghost track") storie "di dischi tormentati e controversi, canzoni nate da incidenti di percorso" e di altri avvenimenti, alcuni poco o per nulla noti, nascosti nelle pieghe della storia del rock. Si parla di Beatles e Pink Floyd, Steely Dan e Robert Wyatt, Miles Davis e Lucio Battisti, Syd Barrett e Led Zeppelin, ma anche di nomi molto più oscuri cone i Silver Apples, Henry Grimes, Sixto Rodriguez e del misconosciuto chitarrista lucano Vittorio Camardese. Lo stile è asciutto, come piace a me che siano scritti i libri di storia e e storie della musica; Ottolino ne sa molto di suo e si documenta con cura, come dimostra l'eccellente nota bibliografica che conclude il (raccomandabile) volume.

Franco Zanetti

 

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