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«SET THE NIGHT ON FIRE - VIVERE, MORIRE E SUONARE CON I DOORS - Robby Krieger con Jeff Alulis» la recensione di Rockol

Robby Krieger con Jeff Alulis - SET THE NIGHT ON FIRE - VIVERE, MORIRE E SUONARE CON I DOORS - la recensione

Recensione del 15 nov 2021 a cura di Alfredo Marziano

Rizzoli Lizard, 464 pagine, 24 euro

Voto 8/10

La recensione

Dopo John Densmore (1990) e lo scomparso Ray Manzarek (1999), anche l’ex chitarrista dei Doors, Robby Krieger, pubblica una corposa autobiografia in cui le glorie, i drammi e le tragedie della band californiana occupano ovviamente una porzione generosa delle oltre 400 pagine di testo.

Coadiuvato dallo scrittore, regista e musicista Jeff Alulis (che ha anche cantato nei Dead Kennedys) il “quiet one” del quartetto sfoggia agilità di scrittura, senso dell’umorismo, understatement e tagliente capacità di osservazione in un racconto sfaccettato e apprezzabile soprattutto da chi già conosce la storia del gruppo: invece di esporre i fatti in rigorosa sequenza cronologica, infatti, Krieger preferisce divagare tra flash, episodi e nuclei tematici, con il rischio forse di disorientare il lettore ma con il pregio di proiettarlo immediatamente nel cuore dell’azione. .

Nella puntuale rivisitazione di sedute di registrazione, album e canzoni rivendica con orgoglio il suo ruolo creativo all’interno della band (con particolare riferimento a “Light My Fire”, il pezzo più famoso in repertorio dal cui testo è tratto il titolo del libro), trasmettendo affetto ed empatia nei riguardi della famiglia (pagine commoventi sono dedicate al suo sfortunato fratello gemello) e dei suoi ex compagni di band, Jim Morrison in particolare, ma senza fare sconti a nessuno: non al geniale e spesso ingestibile cantante ma neppure a se stesso, nel crudo capitolo dedicato alla sua lunga battaglia con la dipendenza dalle droghe pesanti. 

Si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, il mite Robby, smontando alcuni miti duri a morire (il bando dei Doors dall’Ed Sullivan Show, il concerto di Miami che costò a Morrison un’imputazione per atti osceni in luogo pubblico) e scardinando puntigliosamente il ritratto artificioso ed esagerato che del vocalist ci è stato tramandato da libri e film come “The Doors” di Oliver Stone.

Con i suoi salti temporali e tematici, “Set The Night On Fire” conserva quasi sempre ritmo e tensione: a fianco di un’icona dei “Sixties” che è stata la sua croce e delizia, Krieger è stato attore e spettatore privilegiato di un’epoca in cui fare parte di un gruppo rock (e soprattutto di un gruppo rock come i Doors) voleva davvero vivere pericolosamente, e dispone fortunatamente della memoria, della lucidità e della capacità narrativa per raccontarcela.  .

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