Con l'aiuto di Simona Orlando, "che ha messo ordine ai miei pensieri e mi ha condotto con discrezione verso una narrazione che volevamo più vicina a un romanzo che a una biografia autoreferenziale", Luca Barbarossa si racconta in questo - appunto - "romanzo autobiografico" che è abilmente costruito nella cornice di un giorno importante, quello del sessantesimo compleanno (cadeva il 15 aprile di quest'anno), durante il quale il neosessantenne ritorna con il pensiero e con i ricordi agli episodi più significativi della sua vita di uomo e di musicista. Con pudore, con tenerezza e con una apprezzabile vena autoironica il neosessantenne parla di sé, dei suoi amori, del suo lavoro, della sua famiglia, degli incontri che lo hanno segnato; evitando accuratemente l'autocelebrazione, anzi forse a volte eccedendo in understatement, e accompagnandoci - quasi ce lo stesse narrando a "Radio 2 Social Club" - lungo l'itinerario zigzagante della vita di un artista mai sopra le righe. Una lettura molto piacevole.
Franco Zanetti