«MUSICA IN LOCKDOWN - Riccardo De Stefano» la recensione di Rockol

Riccardo De Stefano - MUSICA IN LOCKDOWN - la recensione

Recensione del 10 set 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 6,5/10

La recensione

Avevo assegnato un ottimo voto al precedente lavoro dell'autore, "Era indie", e avevo aspettative positive anche per questo libro, che nasce da una buona idea, enunciata dal titolo e dal sottotitolo ("come si è fermata la musica e come farla ripartire").
Purtroppo questa volta il risultato non mi è parso all'altezza delle intenzioni.


De Stefano ricostruisce gli avvenimenti del post-Sanremo 2020 e dell'anno seguente, quello in cui, appunto, la musica si è fermata. Ma lo fa senza tenere la barra dritta su una linea o su uno schema precisi, affastellando fatti e aneddoti, considerazioni e commenti, nessuno dei quali è sostanzialmente incongruo - tranne alcuni: la lunga digressione sui Vulfpeck è curiosa e divertente, come lo è quella su Marc Rebillet, ma c'entra poco con l'argomento del libro - che però avrebbero avuto bisogno di un'organizzazione più rigorosa.
Per i commenti De Stefano si è affidato a 17 interlocutori, le cui opinioni vengono riferite, spezzettate, nel corso del libro.

Il suo parco di intervistati - con un paio di eccezioni - è sostanzialmente concorde negli orientamenti, ma non include voci che invece sarebbero state essenziali: quella di un promoter di grandi dimensioni, per esempio (una nota di sei righe su Ferdinando Salzano che si chiude con "per altre informazioni vi rimando a ricerche personali, ché non voglio beccarmi una querela!" va bene su una fanzine, in un libro proprio no), quella di un fornitore di servizi streaming, quella del responsabile di un network radiofonico, giusto per fare qualche esempio; e come ci sono le voci di FIMI (ma perché non AFI e PMI?) e SIAE, si sarebbero dovute ascoltare anche quelle di Assomusica e NUOVOIMAIE.


A uno spazio eccessivamente elogiativo concesso a Massimo Bonelli di iCompany fa da contraltare una serie di dimenticanze non perdonabili: in un libro che parla di quello che è successo nella musica nel 2020 e di quali sono state le iniziative intraprese durante il lockdown non sarebbero dovuti mancare un cenno, almeno, a "Rinascerò, rinascerai" di Roby Facchinetti e Stefano D'Orazio, a "Ma il cielo è sempre blu" degli Italian Allstars 4 Life (500.000 euro di donazione iniziale non sono noccioline) e - lo scrivo a rischio di apparire autocelebrativo - all'operazione congiunta, durata sette settimane, messa in atto da 14 siti di informazione musicale per segnalare le esibizioni domestiche grandi e piccole in collegamento internet.


Alla fine, "Musica in lockdown" rimane, così - per quanto ben scritto e bene argomentato - un panorama parziale e incompleto; un po' più di progettazione e un po' più di lavoro avrebbero potuto renderlo un libro "definitivo" sulla materia. Peccato.

Franco Zanetti

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