«40 ANNI DA LITFIBA - Ghigo Renzulli» la recensione di Rockol

Ghigo Renzulli - 40 ANNI DA LITFIBA - la recensione

Recensione del 23 feb 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 7/10

La recensione

Dopo le (due!) biografie di Piero Pelù, scritte con Massimo Cotto ("Perfetto difettoso", 200, e "Identikit di un ribelle", 2014), arriva anche quella del sodale del cantante nei Litfiba, il chitarrista Ghigo Renzulli, questa scritta con Adriano Gasperetti, redattore dell'agenzia giornalistica Dire. 
Da come è strutturato il volume, sembra si possa dedurre che Ghigo abbia - se non proprio tenuto un diario - almeno conservato le sue agende; la puntualità quasi cronachistica con cui rimette in fila i suoi anni da musicista, iniziata con i Cafè Caracas (e con Raf) giusto a cavallo fra il 1979 e il 1980 è davvero ammirevole.

Se questo è un pregio, dal punto di vista dell'ordine della narrazione - anche se un paio di "incidenti di percorso" ci sono, e ne dirò poi - è però un po' un limite in senso puramente letterario, giacché la ripetitività dell'anno per anno si fa un po' sentire (benché non manchi una ricca messe di aneddoti, alcuni dei quali davvero gustosi - .ne abbiamo riferito qui). Il ritratto/autoritratto che esce dalle pagine è quello di un uomo con almeno tre passioni ben identificabili: la pesca, il cibo e le chitarre. Oltre, s'intende, alla band che ha fondato e nella quale ancora milita.
Dicevo di alcuni "incidenti". Due sono di editing. Il primo: a meno che Renzulli non sia un appassionato dantista, sorprende che per ben due volte lui e la band si siano recati in visita alla tomba di Dante a Ravenna; nel 1983 ("Suonammo anche a Ravenna, dove, il giorno dopo, facemmo la doverosa visita alla tomba di Dante Alighieri con relativo serizio fotografico", pag. 125) e nel 1987 ("...e poi si arrivò a Ravenna, alla Rocca Brancaleone, dove il giorno dopo fu d'obbligo una visita alla tomba di Dante con relativo servizio fotografico", pag. 157).
Il secondo: nell'incipit del capitolo "La corsa del BPM", a pagina 173, si parla di un "rapporto controverso con la RAI" del quale non ho trovato traccia nei capitoli precedenti (ma può essere che mi sia sfuggito).
Una incongruenza cronologica è invece a pagina 31-32, dove Ghigo racconta dell'epifania che ebbe vedendo i Vanilla Fudge alla televisione italiana eseguire "Some velvet mornig" alla Mostra Internazionale della Canzone di Venezia, esibizione dalla quale fa discendere il suo innamoramento per la chitarra ("Cominciai ad appassionarmi seriamente allo strumento"). Quell'esibizione non avvenne nel 1967, bensì due anni dopo, nel 1969. Quando forse Ghigo non aveva ancora cominciato a tenere un'agenda...

Franco Zanetti 
 

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