«DAVID GILMOUR & ROGER WATERS - Nino Gatti e Stefano Girolami» la recensione di Rockol

Nino Gatti e Stefano Girolami - DAVID GILMOUR & ROGER WATERS - la recensione

Recensione del 23 ott 2020 a cura di Franco Zanetti

Voto 8/10

La recensione

Due dei Lunatics - il club virtuale che raggruppa alcuni tra i più famosi collezionisti italiani dei Pink Floyd, già firmatario di altre opere sulla band ("Pink Floyd - Storie e segreti", "Tutte le canzoni dei Pink Floyd", recentemente rpubblicato in edizione ampliata col titolo "Il fiume infinito" e "Pink Floyd a Pompei") - pubblicano questo volume edito nella collana "La storia del rock - i protagonisti" dedicato ai due membri più noti del gruppo.
La competenza degli autori è indiscutibile e ampiamente dimostrata, il che fa di questo libro una sorta di testo obbligatorio per gli estimatori dei Pink Floyd. Naturalmente buona parte del lavoro, quella centrale, racconta il lavoro congiunto di Gilmour e Waters con i Pink Floyd - un periodo che i libri precedentemente citati hanno documentato con ampiezza e profondità - mentre gli inizi dei due e la loro attività da solisti occupano le prime 40 pagine e la parte conclusiva del volume. C'è tutto, e forse c'è fin troppo, perché a tratti nell'intento di non trascurare nulla la narrazione scivola nell'elencazione (forse un'appendice con la discografia solista e le collaborazioni avrebbe giovato ad "alleggerire" la lettura). Ma non mancano gli aneddoti e le curiosità, e nel complesso l'opera, arricchita da un ampio corredo iconografico, è più che apprezzabile. Anche l'editing è ben curato, e la mia solita lettura con la matita rossa e blu (non me ne vogliano gli autori e l'editore, ma ormai sapete qual è la mia modalità) oltre a due/tre refusi sfuggiti alla rilettura ha individuato solo tre piccoli errori: a pagina 113, l'album di McCartney s'intitola "Back to the egg" e non "to the eggs"; a pagina 214, la canzone di Phil Spector per i suoi Teddy Bears s'intitola "To know him is to love him" e non "To know him was to love him"; e un "Eddie Wedder" anziché Vedder a pagina 218. Meno perdonabile è invece a pagina 24 un "convogliando a nozze" che sarebbe dovuto essere "convolando" - ma sono piccole cose che potranno essere corrette in occasione dell'auspicata prima ristampa.

Franco Zanetti

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