Steve Hackett - A GENESIS IN MY BED - la recensione

Recensione del 06 ott 2020 a cura di Franco Zanetti

Voto 6/10

Il già chitarrista dei Genesis, solista dal 1977, compila la propria autobiografia rievocando nel dettaglio gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, ma approfondendo con minore puntiglio gli anni di militanza nella formazione britannica – proprio quelli dei quali il pubblico italiano sarebbe stato più curioso. In sostanza, rispetto alla ricca storia dei Genesis pubblicata con titolo di “Chapter and verse” nel 2007 (anche in versione italiana), non c’è granché che già non sapessimo; è però curioso scoprire che a convincere Hackett a riaffrontare il repertorio della band – dal vivo e nei due album del 1996, “Genesis revisited”, e del 2012, “Genesis revisited 2” – è stato un fan italiano della band, che in occasione di un concerto da solista in Sicilia gli chiese di autografargli gli album del gruppo.

Alla fine del libro ci si rende conto che la sua lettura, per quanto piacevole, non ha soddisfatto appieno; i sette anni da “Nursery Cryme” a “Wind and wuthering” avrebbero potuto fornire materiale narrativo assai più abbondante, ed è un peccato che non siano stati approfonditi più dettagliatamente.

 

Franco Zanetti

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