«LIVE AT CELTIC CONNECTIONS - Richard Thompson» la recensione di Rockol

Richard Thompson - LIVE AT CELTIC CONNECTIONS - la recensione

Recensione del 08 feb 2012

La recensione

"Un live del live", ha scherzato Richard Thompson presentando questo dvd/blu-ray alla stampa: nel senso che il video documenta per intero uno dei concerti con cui agli inizi del 2011 il cantautore/guitar hero britannico ha promosso nel Regno Unito il suo ultimo album "Dream attic", composto di materiale inedito registrato dal vivo l'anno precedente negli Stati Uniti. Potrebbe sembrare un esercizio pleonastico, non fosse che i primi piani dei suoi ricami sulla Stratocaster e dell'interplay telepatico tra i musicisti aggiungono una dimensione essenziale dello show, e che il secondo set contiene una bella selezione di vecchi hit ("con la h minuscola", come sottolinea il capo banda in uno dei frequenti scambi di battute con il pubblico della Royal Concert Hall di Glasgow, punteggiati da uno humour surreale alla Monty Python).
Senza nessun intento nostalgico, però, perché alla soglia dei sessantatre anni Thompson non è per nulla incline al gioco del revival e non ha perso un'oncia di quello che in un'espressione inglese difficilmente traducibile si chiama "edge", un'asprezza e un'intensità nel far musica che molti lasciano per strada col passare degli anni: la batteria di Michael Jerome, il basso di Taras Prodaniuk, il violino di Joel Zifkin e il talento polistrumentista di Pete Zorn (sax, flauto, mandolino, chitarra acustica e seconda voce) lo assecondano nella reinvenzione del vecchio repertorio ("The angels took my racehorse away" è ripescata dal suo primo album solista del 1972, "il disco meno venduto nella storia della Warner Brothers") e nello sfoggio mai forzato di una musicalità enciclopedica che svaga dal rock più elettrico ("The money shuffle", un'invettiva contro Wall Street, "Haul me up", "I'll never give it up") alla murder ballad a tempo di giga ("Sidney Wells"), dal delizioso jazz anni '30 di "Al Bowlly's in heaven" al jingle jangle di "Wall of death", dalla coda a tempo di polka di "Demons in her dancing shoes" al two-step danzabile di "Tear stained letter", dal tocco chitarristico delicato di "Stumble on" e "Take care the road you choose" al solismo furibondo e stupefacente di "Can't win". Ottimamente filmato e registrato (anche in DTS e dolby surround), il dvd/Blu-ray include anche due performance acustiche in solitaria catturate al Cambridge Folk Festival dell'anno scorso (e anche lì c'è da divertirsi).
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