“Here is what is” – co-diretto dallo stesso Lanois – racconta la vita e la filosofia in studio di questo mago della musica; la definizione è banale, ma rende bene l’idea: con il suo suono rarefatto, il canadese ha (ri)vitalizzato la musica di Bob Dylan, U2, Sinead O’Connor, Neville Brothers, Emmylou Harris. Tutti, tranne Dylan, appaiono in questo film, assieme al suo mentore Brian Eno, che chiacchiera amabilmente con lui in Marocco, nel mezzo delle sessioni di registrazione del nuovo disco degli U2 (di cui si può vedere qualche spezzone di nuove canzone).
Tra una performance e l’altra – la musica è quella poi incisa sul disco, suonata con Garth Hudson della Band e il batterista Brian Blade tra gli altri – possiamo capire l’importanza del mixaggio in studio, di quanto i dettagli sonori facciano la fortuna di un disco… E anche apprezzare un po’ di più Lanois come musicista e autore: nonostante diversi dischi, la sua fama come artista non è paragonabile a quella come produttore.
“Here is what is” è un film ben girato (anche se con qualche manierismo nell’uso di effetti speciali un po’ scolastici nell’accompagnare alcune performance), godibilissimo sia nelle parti più narrative che in quelle suonate; peccato solo non ci siano sottotitoli italiani, ma da vedere, comunque.