«TAKE THE LONG WAY HOME - Roger Hodgson» la recensione di Rockol

Roger Hodgson - TAKE THE LONG WAY HOME - la recensione

Recensione del 03 dic 2007

La recensione

Dopo la separazione dai Supertramp avvenuta nel 1983, Roger Hodgson ha intrapreso una carriera solista non priva di difficoltà, ma anche di soddisfazioni. Ad essere sinceri è innegabile che alle sue esibizioni dal vivo il pubblico aspetti sempre i cavalli di battaglia del gruppo fondato con Rick Davies nel 1969. Evidentemente anche lo stesso Hodgson lo ha capito ed al “Concert for Diana” tenuto lo scorso 1 luglio allo Stadio di Wembley ha eseguito esclusivamente brani dei Supertramp.
Per spiegare le origini di “Take the long way home – Live in Montreal” è giusto fare un piccolo passo indietro. Il 30 novembre del 2005 Roger tiene allo Shepherd’s Bush di Londra il suo primo concerto in Inghilterra degli ultimi venti anni. Sembra l’occasione perfetta per registrare quello che sarà il primo DVD del musicista di Portsmouth. In effetti tutto sembra pronto, ma alla fine il progetto salta.
Bisogna attendere quindi il 6 giugno del 2006 e spostarsi a Montreal in Canada. Qui, al Place des Arts, Roger Hodgson si esibisce in un solo concert, cimentandosi con chitarra 12 corde, piano e tastiera. La serata inizia con il classico dei Supertramp che dà il titolo alla pubblicazione e prosegue puntando soprattutto sui successi fondamentali del gruppo rock inglese, brani come “Give a little bit”, “The logical song”, “Sister Moonshine”, “Breakfast in America”, “Dreamer”, “School” e “It’s raining again”. Solo tre brani della carriera solista di Hodgson riescono a ritagliarsi uno spazio nella scaletta del concerto canadese: “Lovers in the wind”, “Oh brother” e “Love is a thousand times”.
La sezione extra è divisa in due parti: la prima include due bonus track (“Even in the quietest moments” per voce e chitarra e “Dreamer” con l’ausilio di un’intera orchestra) ed alcuni estratti sempre da un concerto con orchestra. La seconda si intrufola dietro le quinte del concerto di Montreal mostrando il soundcheck, le impressioni dei fans, la soddisfazione di Roger al termine dell’esibizione ed un’intervista nella quale l’artista britannico illustra il processo compositivo dei suoi brani ed altre interessanti questioni.
Hodgson, che piaccia o meno, è uno di quei musicisti che ha scritto pagine indelebili della storia del rock: per gli appassionati “Take a long way” è un DVD che mostra uno dei loro idoli con qualche anno in più sulle spalle; per i neofiti meglio un buon vecchio disco dei Supertramp.
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