«RIOT CITY BLUES TOUR - Primal Scream» la recensione di Rockol

Primal Scream - RIOT CITY BLUES TOUR - la recensione

Recensione del 26 nov 2007

La recensione

I Primal Scream sono sempre stati un simbolo di contaminazione. La loro musica ha attraversato, anche all’interno dello stesso disco, stili completamente diversi tra loro, passando con disinvoltura dal rock all’elettronica, dall’acid-jazz al funky, dal soul al jangle-pop. Nel 2006, quattro anni dopo la loro ultima fatica discografica, la formazione scozzese si ripresenta sul mercato con un nuovo lavoro intitolato “Riot city blues”. Il disco, il primo senza il chitarrista Robert “Throb” Young, si dirige verso sonorità decisamente ispirate al rock’n’roll degli anni Sessanta e Settanta, condito da spruzzate psichedeliche e country.
Bobby Gillespie e soci intraprendono così un tour per promuovere il nuovo disco, una serie di concerti che tocca diversi festival estivi ma anche numerosi rock club. Ed è proprio in quest’ultima dimensione che ci si cala visionando “Riot city blues tour”, il primo DVD dei Primal Scream.
Le immagini riprendono il concerto tenuto dalla band nel novembre del 2006 presso l’Hammersmith Apollo di Londra. Il pubblico attende con ansia il ritorno dal vivo del gruppo ed i Primals ricambiano con la loro carica prepotentemente rock’n’roll.
L’esibizione prende il via con “Accelerator” e prosegue con “Dolls”, “Jailbird”, “Shoot speed kill night”, “Suicide Sally & Johnny Guitar”, “Burning wheel”, “When the bomb drops”, “The 99th floor”, “Medication”, “Rise” e “Swastika eyes”. Da qui comincia una seconda fase più tranquilla con “Country girl”, “Rocks” ed i classici “Damaged”, “Loaded” e “Movin on up”. La chiusura viene invece affidata all’irresistibile energia di “Kick out the jams” degli Mc5.
La sezione Extra include tredici videoclip dei Primal Scream - tra i quali spicca “Some velvet morning”, cover di un brano di Lee Hazlewood interpretato con l’ausilio di Kate Moss – ed un’esclusiva mini-intervista con Bobby Gillespie e Mani (ex Stone Roses): i due, nei sotterranei dell’Apollo, esaltano il gruppo e la loro ultima tournée, chiarendo anche la scelta di alcuni brani inclusi nella scaletta del concerto. Insomma: concerto, videoclip e intervista. Struttura semplice ma sempre efficace.
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