«LIVE AT THE ROYAL ALBERT HALL - Emerson Lake and Palmer» la recensione di Rockol

Emerson Lake and Palmer - LIVE AT THE ROYAL ALBERT HALL - la recensione

Recensione del 24 apr 2007

La recensione

Gli ELP, formatisi nel 1970, sono stati uno dei primi e più celebri gruppi di progressive rock del mondo, vendendo negli anni qualcosa come 30 milioni di album. La loro caratteristica principale è sempre stata l’incredibile abilità tecnica dei singoli musicisti, la grande coesione tra loro e, nei primi anni di carriera, la presenza scenica del trio (memorabile Emerson che suona l’organo Hammond con i piedi al Festival dell’Isola di Wight, una delle prime esibizioni importanti della band).
Nel 1991, dopo un’assenza durata undici anni, gli Emerson, Lake & Palmer si riuniscono nella loro formazione originale composta appunto da Keith Emerson alle tastiere, Greg Lake alla voce, basso e chitarra e Carl Palmer alla batteria.
L’anno successivo la band pubblica un nuovo lavoro in studio dal titolo “Black moon” ed intraprende un tour per celebrare la reunion e la nuova opera. Tra questi concerti ce ne sono anche alcuni alla Royal Albert Hall di Londra che la formazione tiene nell’ottobre del 1992 e dai quali è tratto questo DVD.
“Live at Royal Albert Hall” è aperto da una panoramica della leggendaria sala da concerti londinese e dalla presenza sul palco del famoso disc-jockey radiofonico Alan Freeman che introduce il gruppo con la famosa frase (già titolo di un live degli ELP del ‘74) “Welcome back my friends, to the show that never ends”.
Emerson, Lake & Palmer sono in splendida forma ed eseguono brani tratti dal album appena dato alle stampe, ma anche storici cavalli di battaglia, per un totale di 90 minuti di concerto. Si parte con “Welcome back” e si prosegue con la leggendaria “Tarkus”, “Knife edge”, “Paper blood”, “Creole dance”, “From the beginning” “Lucky man”, “Honky Tonk train blues”, “Prokofiev (Romeo and Juliet)”, “Pirates”, “Pictures at an exhibition” ed il medley finale “Fanfare for the common man / “America” / “Blue Rondo A la Turk”.
Pur non documentando il periodo di massimo splendore del trio, “Live at Royal Albert Hall” testimonia ancora una volta e dopo parecchi anni la grande abilità di tre musicisti di classe sopraffina e la loro grande influenza sulla musica rock.
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