«THE ABATTOIR BLUES TOUR - Nick Cave» la recensione di Rockol

Nick Cave - THE ABATTOIR BLUES TOUR - la recensione

Recensione del 27 feb 2007

La recensione

Nick Cave è davvero inarrestabile: il suo ultimo dsco di studio, il doppio “The abattoir blues/The lyre of Orpheus”, è ormai di due anni e mezzo fa, ma da allora non è praticamente mai stato fermo, discograficamente: un box triplo di rarità nel 2005, il lavoro sui film dell'anno scorso, un disco con una progetto parallelo, i Grinderman. E due DVD: il primo, un annetto fa, era un documentario ed un concerto di inizio anni '90. Adesso questo doppio “The abattoir blues”, che documenta il periodo 2003/2005 di attività sua e dei Bad Seeds.
Un prodotto, ricco, ricchissimo: due concerti, innanzitutto: uno del giugno 2003 (contenuto nel secondo dischetto), tratto in realtà dal tour di “Nocturama”, dalla data londinese all'Apollo: 7 brani per poco più di mezz'ora. E poi, un concerto dell'ultimo tour, registrato sempre a Londra, ma alla Brixton Academy nel novembre 2004. Un concerto più strutturato, vuoi per la scaletta (14 brani, prevalentemente tratti dal disco da poco pubblicato) e per la durata, vuoi per le scelte sonore, che prevedevano l'uso di quattro coristi oltre alla band. Si aggiungono un bel po' di contenuti extra: videoclip, dietro le quinte e un breve documentario sulla lavorazione del film (con sottotitoli in italiano). Chi non fosse soddisfatto può andare alla caccia dell'edizione limitata, che comprende anche due cd audio, con 17 brani dal vivo registrati in varie location, durante il tour (tra cui una “Easy money” registrata nella tappa milanese).
Insomma, una vera scorpacciata, e di ottima qualità, visto la bravura di Cave sui palchi, qua dimostrata ulteriormente, se ce ne fosse stato ancora bisogno. Non sarebbe stato male includere anche qualche performance del tour in trio, senza i Bad Seeds, che Cave sta alternando da anni ai suoi con concerti con la sua storica band, e che rappresenta un'ennesima sfaccettatura della sua attività. Ma “The abattoir blues” è un prodotto di gran livello, non necessariamente solo per i fan, anzi: in attesa di ri-vedere dal vivo Cave è un buon palliativo.
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