«NON USATE PRECAUZIONI FATEVI INFETTARE - Afterhours» la recensione di Rockol

Afterhours - NON USATE PRECAUZIONI FATEVI INFETTARE - la recensione

Recensione del 20 feb 2007

La recensione

1985: nella palestra della scuola di Corbetta (Mi) si esibisce un gruppo di tre elementi chiamato Afterhours (dal titolo di una canzone dei Velvet Underground): la loro musica risente dell’ondata britannica dei Joy Division, ma anche dell’indie-rock americano dei Pixies. Il leader di quella formazione si chiama Manuel Agnelli, un ragazzo dai capelli corti e dal look non proprio in linea con la moda “paninara” del momento, bensì più vicino al post-punk londinese.
2007: gli Afterhours sono una delle realtà più belle del rock italiano e decidono di raccontare la loro splendida storia: l’unico elemento del nucleo originale ad essere “sopravvissuto” dal 1985 è sempre lui: Manuel Agnelli.
“Non usate precauzioni fatevi infettare” è il titolo dei primi due DVD (la seconda parte uscirà a maggio con titolo ancora da definire) che ricostruiscono il percorso degli After dal 1985 al 1997 con interviste esclusive, filmati live inediti, partecipazioni televisive, materiale sonoro d’archivio e videoclip.
Si parte, come detto, dai primissimi concerti con interviste (attuali) a Manuel ed ai due membri fondatori del gruppo (che si allontaneranno poco dopo per divergenze artistiche), vengono raccontati i vari cambi di formazione, fino all’entrata nel gruppo di Giorgio Prette, l’attuale batterista e secondo membro più longevo della band. I primi EP in inglese ed il contatto con Carlo Albertoli, “boss” della storica etichetta indipendente milanese Vox Pop, segnano il capitolo successivo. Lo stesso Albertoli e Agnelli raccontano quel periodo di fervente movimento musicale, la scoperta di gente come Mau Mau, Africa Unite, Casino Royale, Ritmo Tribale, Carnival Of Fools e Prozac +, lo scambio di idee e di musica e anche il triste epilogo della Vox Pop che avverrà nel 1997. Altro capitolo fondamentale è l’arrivo nella line-up del chitarrista Xabier Iriondo che, da semplice fan del gruppo, ne entra a far parte in pianta stabile.
La svolta per gli Afterhours arriva quando Manuel decide di accettare il “compromesso storico”: il passaggio dall’inglese all’italiano. Il musicista spiega come decide di iniziare a scrivere nella sua lingua madre, la trasformazione di alcuni pezzi in inglese pubblicati su “Pop kills your soul” (1993) nella nuova italica veste e la nascita di “Germi” (1995), l’album della svolta, con brani storici come “Dentro Marylin” (reinterpretata anche da Mina con il titolo “Tre volte dentro me”) e “Ossigeno”. Intanto il violino entra a far parte del sound del gruppo prima con Davide Rossi, poi in pianta stabile con Dario Ciffo, il quale ricorda gli inizi di questa esperienza, quando ancora andava al liceo e già faceva parte degli After. La band decide di farsi notare anche dal punto di vista del look ed eccoli sul palco vestiti da bambine, un modo per sentirsi meno “bloccati” davanti al pubblico. Poi, quello che ancora oggi viene considerato uno dei loro album più completi: “Hai paura del buio?”. Il passaggio alla Mescal di Valerio Soave e soprattutto, il rendersi conto che le cose iniziano a farsi serie, che il musicista può essere una professione e, come ricorda Iriondo, che “la gente quando va a casa sogna sulle nostre canzoni e aspetta di vederci in concerto”. L’ingresso nella formazione del bassista Andrea Viti e le sue considerazioni chiudono la prima parte della storia.
Il secondo disco include invece nove videoclip tra cui “Ossigeno”, “Germi”, “Dentro Marylin”, “Sui giovani d’oggi ci scatarro su” e “Non è per sempre”.
“Non usate precauzioni fatevi infettare” è il racconto vero e affascinante di una band che ha segnato il panorama rock italiano, un DVD adatto sia ai fan, sia a chi vuole avvicinarsi pian piano a Manuel Agnelli e soci. In attesa della seconda puntata, anche se già si conosce il lieto fine…
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