NAD - DANGEREUXORCISMS - la recensione

Recensione del 24 ott 2014


Nel 1989 i N.A.D., acronimo di Niù Abdominaux Dangereux, pubblicarono il loro primo album, "Ghosts". Nello stesso anno in cui gli Elio e Le Storie Tese registravano il loro primo disco ufficiale, la formazione veronese capitanata dal chitarrista Roberto Zorzi e dal tastierista Nicola Salerno tentò di fare nel campo della musica improvvisata di area jazzistica quello che gli Elii stavano provando a fare nel rock: sovvertire, cioè, i canoni dei generi consolidati attraverso un ampliamento dello spettro espressivo avvalendosi dell'aiuto di un'alta dose di ironia. "Ghosts", tuttavia, non ottenne granché successo e, negli anni successivi, i N.A.D. non consegnarono al mercato nuova musica.

Venticinque anni dopo "Ghosts", tuttavia, i NAD - che nel frattempo hanno deciso di dare una rinfrescatina al nome, togliendo i puntini dalla sigla e sostituendo "niù" con "neu" - ci riprovano: lo fanno per mezzo di un disco, intitolato "Dangereuxorcisms", che li ha visti aggiornare il proprio sound (soprattutto grazie all'uso più intensivo delle tecnologie sonore ad oggi disponibili). "Dangereuxorcisms", titolo criptico che potremmo più o meno tradurre con "Esorcismi europei pericolosi", si presenta come un album caratterizzato da una varietà di sonorità molto diverse tra loro: le lavorazioni del disco hanno visto la formazione base della band collaborare con alcuni musicisti italiani e con alcuni musicisti californiani: da Scott Amendola a Mauro Ottolini, da Marco Pasetto al Rova Saxophone Quartet, da Michael Manring a Henry Kaiser.

Tracklist

01. Arrivederla eccellenza!
02. Bernacca
03. Water under the bridge
04. No wontons for Elvis
05. Inter (Stellar overdrive)
06. Sweengo!
07. Feet music
08. Europa?

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