Recensioni / 17 dic 2012

Prodigy - THE FAT OF THE LAND - EXPANDED EDITION - la recensione

THE FAT OF THE LAND - EXPANDED EDITION
XL Recordings
Correva l'anno 1997 quando i Prodigy diedero alle stampe “The fat of the land”, un album che rivoluzionò il mondo dell'electro-rave. Per la prima volta quel tipo di sound sbarcò nei canali mainstream e Keith Flint divenne un personaggio che bucava lo schermo (la sua capigliatura a due creste fece scuola tra migliaia di ragazzi).
Quindici anni dopo quel disco suona ancora di un'attualità spaventosa, soprattutto brani come “Smack my bitch up”, “Firestater”, “Breathe”, “Mindfields”, “Diesel power” non mostrano alcuna ruga, anzi.
Questo importante anniversario viene celebrato con una pubblicazione intitolata “The fat of the land – Expanded edition” che oltre al disco originale include un EP di remix intitolato “The added fat EP”.
Ecco allora “Firestarter” rivisitata in chiave hard-dubstep dal giovane produttore Alvin Risk, gli olandesi house-breakbeat Noisia alle prese con “Smack my bitch up” (in una versione leggermente più dubstep che non di discosta più di tanto dall'originale); e ancora l'hip-hop di Baauer e la sua versione trap di “Mindfields”, l'electro-house dei canadesi Zeds Dead su “Breathe” (adattissima per il dancefloor) e gli americani Glitch Mob sempre sullo stesso pezzo (per una versione tra electro e 'glitch'); a chiudere i Major Lazer di Diplo su “Smack my bitch up”, all'insegna della trap da classifica.