Soft Pack - STRAPPED - la recensione

Recensione del 12 nov 2012

Voto 6/10
Secondo album per i Soft Pack, indie rockers originari di San Diego chiamati a confermare l’eponimo esordio datato 2010 che tanto fece ben parlare di loro. “Strapped” include dodici brani (questa volta autoprodotti e selezionati su una base di più di ottanta) che riprendono il sound già sperimentato agli albori, quindi un indie rock tradizionale, impreziosito da arrangiamenti leggermente più curati rispetto al passato, per non dire quasi sperimentali. Fanno infatti la loro comparsa corni, sintetizzatori e distorsioni che vanno a rimpolpare il sound “standard” conferendo al lavoro un’atmosfera a tratti vintage, come nel singolo “Tallboy”. Curiosità: pare che durante processo di scrittura, il motto del gruppo fosse una frase pronunciata da David Lee Roth (“La prima regola del rock’n’roll è che se suona bene, è buono”) e che il disco sia stato partorito ascoltando artisti come Denim, Momus, The Church, YAZ, Grace Jones, INXS, Carole King, Lee Hazlewood, The Byrds, e Elton John.

Tracklist

01. Saratoga
02. Second look
03. They say
04. Tallboy
05. Bobby Brown
06. Chinatown
07. Ray’s Mistake
08. Oxford Ave.
09. Everything I know
10. Head on Ice
11. Bound to fall
12. Captain Ace

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