Mark Knopfler - PRIVATEERING - la recensione

Recensione del 17 set 2012

Voto 7/10

Nei tre anni che intercorrono tra il suo precedente album “Get lucky” ed il nuovo lavoro “Privateering”, oltre a scrivere nuovi brani Mark Knopfler ha avuto il piacere di poter tenere un intero tour con il grande Bob Dylan (toccando anche l'Italia).
Il settimo capitolo discografico solista del chitarrista inglese è stato ancora una volta registrato con l'ausilio in fase di produzione del fido Guy Fletcher (ex tastierista dei Dire Straits) ed è composto da due CD, entrambi di inediti, per un totale di venti nuovi brani. Il sound di Knopfler si fa ancora più blues, ma risulta comunque molto variegato, attraversando episodi dalle forti influenze country-folk e ballate intime e delicate. Oltre ai musicisti che abitualmente accompagnano l'ex Dire Straits hanno suonato nell'album Kim Wilson dei Fabulous Thunderbirds (arpa), Tim O'Brien (mandolino), la cantante Ruth Moody dei Wailin' Jennys, Paul Franklin (pedal steel) e Phil Cunningham (accordion).

Tracklist

CD 1
01. Redbud tree
02. Haul away
03. Don't forget your hat
04. Privateering
05. Miss you blues
06. Corned beef city
07. Go, love
08. Hot or what
09. Yon two crows
10. Seattle

CD 2
01. Kingdom of gold
02. Got to have something
03. Radio city serenade
04. I used to could
05. Gator blood
06. Bluebird
07. Dream of the drowned submariner
08. Blood and water
09. Today is okay
10. After the bean stalk

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