Apparat - THE DEVIL'S WALK - la recensione

Recensione del 03 ott 2011

Già da qualche tempo Apparat, produttore elettronico berlinese salito alla ribalta nei primi anni Duemila, ha cominciato ad esibirsi dal vivo con una vera e propria band, fattore che poteva far presagire qualche cambio in vista.

Ed in effetti con “The devil's walk” Sascha Ring (questo il suo vero nome) presenta il suo lato più profondo e melodico. Pur non abbandonando sonorità electro e glitch, nel quinto album di Apparat prevalgono atmosfere vicine al post-rock, psichedeliche e sfumature downtempo, con riferimenti ad artisti come Sigur Ròs e gli ultimi Radiohead.
Il disco, il cui titolo è ispirato ad un poema di Mary Shelley del 1812, è stato registrato in Messico con l'ausilio di Joshua Eustis dei Telefon Tel Aviv ed in seguito rifinito a Berlino con Patrick “Nackt” Christensen dei Warren Suicide. Apparat è reduce dall'esperienza Moderat con i concittadini Modeselektor, con i quali ha dato alle stampe un omonimo album d'esordio nel 2009.

Tracklist

01. Sweet unrest
02. Song of Los
03. Black water
04. Goodbye
05. Candil de la Calle
06. The soft voices die
07. Escape
08. Ash/Black veil
09. A bang in the void
10. Your house is my world

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