In questo periodo Andrea Bruschi, la mente del progetto, è stato impegnato su diversi fronti, in particolar modo come attore, anche per registi del calibro di Guido Chiesa, Catherine Hardwicke, Peter Greenaway e Giuseppe Ferrara.
Anticipato lo scorso anno dal singolo “Per pochi attimi” (versione italiana di “The price we pay”, con testo curato da Francesco Bianconi dei Baustelle), ecco finalmente il secondo capitolo discografico dei Marti “Better mistakes”, un lavoro registrato in quel di Amsterdam con il produttore Bob Rose.
Bruschi, genovese di nascita ed attualmente residente a Berlino, è stato affiancato dai fidi multistrumentisti Simone Maggi e Claudia Natili, oltre che da ospiti d'eccezione come il batterista Clive Deamer, già al fianco di Portishead e Robert Plant.
Il disco è incentrato su atmosfere noir che attingono da scenari cinematografici, il tutto su un tappeto in bilico tra jazz, rock e testi cupi che ricordano il timbro inconfondibile di Nick Cave.