Gnu Quartet - SOMETHING GNU - la recensione

Recensione del 02 mag 2011

Lo scorso febbraio gli Gnu Quartet sono saliti sul palco del Festival di Sanremo, nella serata dedicata al 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, per accompagnare i La Crus nel brano di Vittorio De Sica “Parlami d'amore Mariù”. Sempre nello stesso periodo hanno girato l'Italia al fianco di Simone Cristicchi e arrangiato gli archi per i dischi di Roberto Vecchioni, Nathalie e Anansi. Senza contare le note collaborazioni del passato con Afterhours, Baustelle, e molti altri. Ora per il quartetto composto da Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino), Raffaele Rebaudengo (viola) e Stefano Cabrera (violoncello) è giunta l'ora del terzo album ufficiale intitolato “Something Gnu”.

Il disco include rivisitazioni e brani originali che miscelano la potenza del rock e la delicatezza del jazz. Tra le cover si segnalano “Beat it” di Michael Jackson, “Mégu Megùn” di Fabrizio De André, “Message in a bottle” dei Police, “Norwegian Wood” dei Beatles, “Una giornata uggiosa” di Lucio Battisti e “Beautiful day” degli U2. Le composizioni originali, scritte da Cabrera, sono invece intitolate “Carta o contanti?” e “Mr.T”.

Tracklist

01. Beat it
02. Undisclosed desires
03. Cinéma
04. Mègu Megùn
05. Misread
06. Message in a bottle
07. Carta o contanti?
08. Norwegian wood
09. Mr.T
10. Jazz et la Java
11. Una giornata uggiosa
12. Beautiful day

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