Lucinda Williams - BLESSED - la recensione
Recensione del 01 feb 2011
punto di equilibrio tra l’amarezza di “West” e il rock a briglie sciolte di “Little honey”: con “Blessed” la cinquantasettenne Lucinda Williams realizza una delle opere migliori della carriera, in bilico tra aneliti di speranza (la title track, “To be loved”, “Sweet love”) e sentimenti di disillusione (“Convince me”), riflessioni su una nazione in guerra (“Soldiers song”) e sulla mortalità (“Copenhagen” e “Seeing black”, ispirate rispettivamente dalla morte dell’ex manager e dal suicidio dell’amico cantautore Vic Chesnutt). L’inserimento dell’esperto Don Was nel team di produzione assicura un suono scintillante, solido, rotondo; la formazione di accompagnamento è abbondantemente rimaneggiata, ma conta ancora sulla presenza di Matthew Sweet (cori) e di Elvis Costello, nel ruolo insolito di chitarrista. L’edizione deluxe dell’album (corredata da otto diverse copertine) contiene i “Kitchen tapes”, versioni demo dei brani registrati dalla Williams nella cucina di casa sua.
Tracklist
01. Buttercup
02. Dont’ know how you’re living
03. Copenhagen
04. To be loved
05. Seeing black
06. Soldiers song
07. Blessed
08. Sweet love
09. Ugly truth
10. Convince me
11. The awakening
12. Kiss like your kiss