Sheryl Crow - 100 MILES FROM MEMPHIS - la recensione

Recensione del 01 lug 2010

Per il suo settimo album di studio, Sheryl Crow ha scelto di guardare indietro: all'infanzia e all'adolescenza trascorse a Kennett, Missouri, "Cento miglia da Memphis", patria di quel Southern soul che allora dominava le frequenze radio locali. E "100 miles from Memphis" diventa così il disco più "nero", r&b e funky della sua carriera, ispirato alle sonorità di Sam & Dave e della Stax Records, del primo Stevie Wonder e di Sly & the Family Stone ma anche di soul rockers bianchi come Delaney & Bonnie. Complice la produzione di Doyle Bramhall II (già nella band di Eric Clapton) e di Justin Stanley (Beck), il suono è vintage, caldo, pastoso, analogico, e in tutto il disco prevale un umore solare ed estivo ben esemplificato dal singolo di lancio "Summer day". Non mancano gli ospiti di grido (la chitarra di Keith Richards nel reggae "Eye to eye", la voce di Justin Timberlake nella cover di "Sign your name" di Terence Trent d'Arby), mentre la bonus track ("I want you back") è un omaggio agli esordi di Michael Jackson di cui la Crow fu per qualche tempo corista.

Tracklist

01. Our love is fading
02. Eye to eye
03. Sign your name
04. Summer day
05. Long road home
06. Say what you want
07. Peaceful feeling
08. Stop
09. Sideways
10. 100 miles from Memphis
11. Roses and moonlight
12. I want you back

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