Devo - SOMETHING FOR EVERYBODY - la recensione

Recensione del 01 giu 2010

A vent’anni dall’ultimo album di inediti (“Smooth noodle maps”, 1990) tornano i Devo, band di culto e di grande influenza sulla scena elettronica. Le dodici canzoni del disco (è annunciata una prossima extended version con sedici brani) non tradiscono lo stile e il suono del bizzarro quintetto di Akron, Ohio; il che è, purtroppo, un problema, perché da chi ha teorizzato la de-evoluzione ci si aspetterebbe un passo indietro. Le novità sono tutte estetiche: l’ “energy dome” ha cambiato colore, da rosso a blu, e i cinque ormai più o meno sessantenni (il più giovane è il “nuovo” batterista, Josh Freese, classe 1972, luminosi trascorsi da sessionman, coautore di “Chinese democracy” con Axl Rose) sfoggiano una nuova maschera facciale (ma, purtroppo, anche una stazza impresentabile). Le cose migliori del disco sono la conclusiva “March on” e – eh, sì – la copertina.

Tracklist

01. Fresh
02. What we do
03. Please baby please
04. Don’t shoot (I’m a man)
05. Mind games
06. Human rocket
07. Sumthin’
08. Step up
09. Cameo
10. Later is now
11. No place like home
12. March on

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