Peter Gabriel - SCRATCH MY BACK - la recensione

Recensione del 01 feb 2010

David Bowie, Paul Simon, Neil Young , Lou Reed e Radiohead (ma anche Talking Heads, Magnetic Fields, Elbow, Arcade Fire) come non li avete mai ascoltati prima d’ora: nel suo primo disco di cover, Peter Gabriel destruttura dodici canzoni altrui (le più note sono “Heroes”, “The boy in the bubble” e “Street spiri”) per poi ricomporle secondo una propria visione intima, minimalista, spesso sofferta; bandite chitarre, batterie e ogni forma di strumentazione “rock” il musicista inglese elabora una forma adulta, consapevole, raffinatissima di pop da camera che si avvale soltanto della sua voce, di un pianoforte, di un’orchestra (e talvolta di un coro) finemente arrangiati da John Metcalfe, ex Durutti Column. A “Scratch my back” si lega il progetto speculare “I’ll scratch yours”: gli artisti interpretati da Gabriel sono invitati a incidere cover del suo repertorio, periodicamente rese disponibili su iTunes in forma di “singoli digitali”.

Tracklist

01. Heroes
02. The boy in the bubble
03. Mirrror ball
04. Flume
05. Listening wind
06. The power of the heart
07. My body is a cage
08. The book of love
09. I think it’s going to rain today
10. Après mois
11. Philadelphia
12. Street spirit (Fade out)

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