Mark Eitzel - KLAMATH - la recensione

Recensione del 19 nov 2009

Fare un disco di canzoni che a lui stesso sarebbe piaciuto ascoltare. Questo è l'obbiettivo che Mark Eitzel, leader di una delle formazioni simbolo dell'alt-rock statunitense come gli American Music Club, si è posto per la realizzazione del suo nuovo capitolo solista “Klamath”.

Il titolo del disco prende spunto dal nome del fiume californiano sulle cui rive è situata una baita nella quale il cantautore di San Francisco ha composto l'album. Il lavoro include dodici brani intimi, riflessivi e perlopiù acustici, registrati con l'ausilio dei tastieristi Marc Chapelle (American Music Club) e Franz Nicolay (The Hold Steady) e del batterista Dave Douglas.

Tracklist

01. Buried treasure
02. Like a river that reaches the sea
03. The blood on my hands
04. I miss you
05. There's someone waiting
06. What do you got for me
07. The white of gold
08. I live in this place
09. Why I'm bullshit
10. Remember
11. Antennas
12. Ronald Koal was a rock star

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