Recensioni / 01 ott 2009

Tokio Hotel - HUMANOID - la recensione

HUMANOID
Island
Con il loro primo album in inglese “Scream” (la versione tedesca “Schrei” uscì due anni prima), nel 2007 i Tokio Hotel sono diventati uno dei gruppi più amati dai teenagers di tutto il mondo.
La vita della band di Magdeburg (Germania) ha subito quindi un inevitabile stravolgimento, facendoli calcare i palchi più prestigiosi del globo, ma allo stesso tempo sconvolgendo i loro ritmi di vita.
Come dichiarato dal leader Bill Kaulitz, la scrittura del nuovo lavoro “Humanoid” ha risentito proprio del nuovo stile di vita frenetico a cui la formazione è “costretta” a sottoporsi e numerosi testi sono ispirati al mondo della fantascienza, degli alieni, come forse talvolta si sentono gli stessi componenti del gruppo.
Il disco è stato registrato tra Amburgo e gli Stati Uniti e, oltre al classico impianto pop-punk fatto di basso/chitarra/batteria, alla collaudata ricetta è stato aggiunto anche un pizzico di elettronica, come si evince anche dal primo singolo “Automatic”, nel quale si riconoscono persino echi di new-wave britannica.
“Humanoid”, stampato sia in versione tedesca che inglese, include dodici nuove canzoni prodotte con un prestigioso team composto da The Matrix (Christina Aguilera, Avril Lavigne), Guy Chambers (Robbie Williams) e Desmond Child (Bon Jovi, Kiss).

TRACKLIST

01. Noise
02. Dark side of the sun
03. Automatic
04. World behind my wall
05. Humanoid
06. Forever now
07. Pain of love
08. Dogs unleashed
09. Human connect to human
10. Alien
11. Phantomrider
12. Zoom into me