Beirut - THE GULAG ORKESTAR - la recensione
Recensione del
22 feb 2007
Musica balcanica, pop, walzer, elettronica ed altro ancora. Questo è il frullato di note ed atmosfere shakerato da Zach Condon, un ragazzo appena ventenne di Albuquerque (Usa), per la sua prima fatica con il nome Beirut.
“Gulag orkestar”, realizzato con la collaborazione di Jeremy Barnes (A Hack And A Hacksaw e Neutral Milk Hotel) e Heather Trost, si rifà a fonti musicali molto diverse tra loro: dai Gogol Bordello agli Smiths, passando per Magnetic Fields e Antony and the Johnsons.
Questa nuova stampa del disco dei Beirut include, in un secondo disco, i cinque brani contenuti nell’EP “Lon Gisland”.
Tracklist
01. The gulag orkestar
02. Prenzlauerberg
03. Brandenburg
04. Postcards from Italy
05. Mount Wroclai (Idle days)
06. Rhineland (Heartland)
07. Scenic world
08. Bratislava
09. The bunker
10. The canals of our city
11. After the curtain