Scott Walker - THE DRIFT - la recensione
Recensione del 01 giu 2006
Undici anni dopo le spiazzanti sperimentazioni rumoristico-sinfoniche di “Tilt” l’ex vocalist dei Walker Brothers sforna un disco ancora più inquietante, estremo e radicale: dieci tuffi nelle tenebre del mondo reale e immaginario che, evocando Elvis Presley e Claretta Petacci, le Torri Gemelle e la guerra dei Balcani, linguaggi animali e malattie medievali, si distanziano nettamente dal rock e dalla canzone d’autore contemporanea per cercare ispirazione nella tradizione operistica e cabarettistica, nella musica concreta, nell’avanguardia letteraria e nel cinema europeo in bianco e nero. Un album ostico e destrutturato, dove le canzoni non hanno arrangiamenti ma procedono per “blocchi sonori”: grazie al lavoro eccellente del produttore Peter Walsh, delle sezioni d’archi dirette da Philip Sheppard e da Ralph Warman e di session men di valore come Ian Thomas, John Giblin, Hugh Burns, Alasdair Malloy.
Tracklist
01. Cossacks Are (04:32)
02. Clara (12:43)
03. Jesse (06:28)
04. Jolson and Jones (07:45)
05. Cue (10:27)
06. Hand Me Ups (05:49)
07. Buzzers (06:39)
08. Psoriatic (05:51)
09. The Escape (05:18)
10. A Lover Loves (03:11)