Questa nuova fatica discografica, prodotta da John Philip Shenale (che già collaborò in passato con l’artista statunitense) include anche due cover: “Slave to love” di Bryan Ferry e “Come a little bit closer” di Jay and the Americans.
Willy DeVille - CROW JANE ALLEY - la recensione
Recensione del 09 ott 2004
Negli ultimi anni Willy DeVille ha osservato un lungo silenzio discografico spezzato esclusivamente, nel 2003, dalla pubblicazione di un disco dal vivo registrato a Berlino.
“Crow Jane Alley”, il suo nuovo album, segna quindi il ritorno del cantautore americano a ben cinque anni di distanza da “Horse of a different colour”; il disco si presenta come un lavoro nel quale si ritrovano le atmosfere e gli stili cari a Willy DeVille: la musica mariachi, il soul, il country ed il blues.
Questa nuova fatica discografica, prodotta da John Philip Shenale (che già collaborò in passato con l’artista statunitense) include anche due cover: “Slave to love” di Bryan Ferry e “Come a little bit closer” di Jay and the Americans.
Questa nuova fatica discografica, prodotta da John Philip Shenale (che già collaborò in passato con l’artista statunitense) include anche due cover: “Slave to love” di Bryan Ferry e “Come a little bit closer” di Jay and the Americans.
Tracklist
01. Chieva
02. Right there, right then
03. Downside of town
04. My forever came today
05. Crow Jane Alley (for Jack)
06. Muddy Waters rose out of the Mississipi mud
07. Come a little bit closer
08. Slave to love
09. (Don’t have a) change of heart
10. Trouble comin’ everyday in a world gone wrong