«CERTIFIED LOVER BOY - Drake» la recensione di Rockol

"Certified Lover Boy": Drake sempre uguale a se stesso

Sesto disco di Drake dopo il deludente "Scorpion" del 2018. Disco lungo, ricco di featuring ma povero di idee. Sarà un successo.

Recensione del 06 set 2021 a cura di Michele Boroni

Voto 6,5/10

La recensione

Dopo una prima metà del 2021 piuttosto parca per le uscite rap, ecco che in pochi giorni arrivano importanti novità da parte di due teste di serie dell'hip-hop: sette giorni fa Kanye West con “Donda” (straordinariamente primo nelle classifiche FIMI degli album più ascoltati) e in questo fine settimana “Certified Lover Boy” di Drake.

Drake as usual 

Aubrey Graham – in arte Drake - è ormai da qualche anno il rapper più popolare tra il pubblico (specie femminile) e il più odiato dai rapper: lo diciamo subito perché questi rappresentano i principali temi trattati dalle canzoni di questo disco.

Il suo ultimo lavoro ufficiale “Scorpion” risale al 2018. Allora il tema principale di gran parte delle 25 tracce riguardava l'ammissione della sua paternità, oggetto al tempo di una serie di dissing con il rapper Pusha T. Oggi Drake gioca con quell'argomento, mettendo in copertina un'opera facile facile di Damien Hirst che consiste in una serie di emoji di donne incinta - e nella seconda traccia “Papi's Home”, Nicki Minaj si presenta ironicamente per chiedere il mantenimento dei figli.

Ma parliamo prima della musica di questo disco, anche questo come sempre insopportabilmente lungo (21 brani, per 1 ora e 30 minuti) – ma, ormai si sa, questo è il motivo per cui la prossima settimana lo troveremo in cima a tutte le classifiche dello streaming nel mondo.

Possiamo dividere i contenuti musicali del disco in quattro categorie: ci sono i classici pezzi à la Drake (quindi tutti uguali e indistinguibili l'uno dall'altro – vedi il precedente “Scorpion”), i featuring prestigiosi (con Jay-Z, Travis Scott, prezzemolino Ty Dolla $ign e pure con l'ex nemico Kid Cudi, che purtroppo però non riescono a dare il colpo d'autore), i duetti con i trapper (Lil Baby, Lil Durk, che sembra quasi uno scotto da pagare per assicurarsi gli ascolti dei giovanissimi) e poi questa volta ci sono anche dei pezzi buoni, e quindi parliamo di questi.

Parliamo qundi di “Fountains” con la cantante nigeriana Tems che offre un gradito cambiamento a base di dancehall dal mare di synth e auto-tune, e che ci ricorda quel bell'incontro dello stesso Drake con Wizkid nel 2016. C'è poi “You only live twice” con gli altri veterani Rick Ross e Lil Wayne, una sorta di sequel di “The Motto” il cui titolo si riferiva a YOLO, acronimo di You Only Live Once: qui i tre fanno a gara di versi nel pezzo più uptempo del disco e dove nel delirio dell'ego alla fine Drake dice "Non sono sicuro se lo sai, ma in realtà sono Michael Jackson". “Champagne Poetry” è invece il pezzo che apre il disco con un sample accelerato e coraggiosissimo (e probabilmente anche onerosissimo) di “Michelle” dei Beatles, mentre "Yebba's Heartbreak" spezza il ritmo sempre uguale con una ballata pulitissima che, allo stesso tempo, ricorda le cose più liriche di James Blake.

Popolarità, donne, tuttimiodiano, masonounfigo

Passiamo invece al punto veramente più debole del disco ovvero i testi. In un disco rap, e per giunta con un fiume di parole come questo (lo abbiamo già detto che è inutilmente lungo?) non possiamo certo metterli in secondo piano.

I contenuti sono più o meno questi: Drake che dice di essere il più desiderabile, ma che è anche molto ironico (nella discutibile “Way 2 sexy” interpolando la hit dei Right said Fred e coinvolgendo anche i poveri Future e Young Thug),  e poi Drake che dice sono ricchissimo e di successo ( “7am on Bridle path” parla delle sue passeggiate a cavallo la mattina presto) ma sono anche molto infelice (nella finale “The remorse”), mi faccio tutte le donne che voglio (“Fucking Fans”), ma sono anche molto buono (in “TSU” si dipinge come un salvatore, aiutando una spogliarellista che è stata cacciata dai suoi, facendole un prestito e concludendo però la canzone con “I give you this bread, you run me some head /And then you go glow up a bit” che preferiamo non tradurre), sono il più talentuoso di tutti ma i colleghi mi snobbano e mi deridono (nella didascalica “No friends in the industry”), sono molto intelligente ma faccio anche battute da diciasettenne (“Dì che sei lesbica, ragazza / anche io lo sono” in “Girls like girls”).

Se pensiamo che Drake è un signore canadese di 35 anni, capiamo che questi temi continui soliloqui sono ancora più imbarazzanti.

Detto tutto questo, i fan di Drake, che sono molti, ameranno tantissimo questo “Certified Lover Boy”, e lo porteranno ad abbattere tutti i record di streaming e di visualizzazioni (a partire dal video di  “Way 2 sexy”) magari trainato da qualche traccia davvero riuscita. Noi invece diciamo che, dopo tre anni di pausa, ci aspettavamo qualche cosa in più.

TRACKLIST

01. Champagne Poetry (05:36)
02. Papi’s Home (02:58)
03. Girls Want Girls (with Lil Baby) (03:41)
04. In The Bible (with Lil Durk & Giveon) (04:56)
05. Love All (with JAY-Z) (03:48)
06. Fair Trade (with Travis Scott) (04:51)
07. Way 2 Sexy (with Future & Young Thug) (04:17)
08. TSU (05:08)
09. N 2 Deep (04:33)
10. Pipe Down (03:25)
11. Yebba’s Heartbreak (02:13)
13. Knife Talk (with 21 Savage ft. Project Pat) (04:02)
14. 7am On Bridle Path (03:59)
15. Race My Mind (04:29)
16. Fountains (with Tems) (03:12)
17. Get Along Better (03:49)
18. You Only Live Twice (with Lil Wayne & Rick Ross) (03:33)
19. IMY2 (with Kid Cudi) (04:12)
20. Fucking Fans (04:05)
21. The Remorse (05:51)
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