«MALIFESTO - Malika Ayane» la recensione di Rockol

Malika Ayane è il pop che piace anche a chi non ascolta pop

Mentre gli altri, in crisi di identità o per risollevare le sorti di carriere impigliate, si danno al reggaeton e al latin pop, lei guarda alla scena franco-belga e al nord Europa. E continua a fare la sua cosa: la recensione del nuovo album "Malifesto".

Recensione del 27 mar 2021 a cura di Mattia Marzi

Voto 8/10

La recensione

Mentre gli altri, in crisi di identità o per risollevare le sorti di carriere impigliate, si danno al reggaeton e al latin pop, lei guarda alla scena franco-belga e al nord Europa.

Cita come riferimenti dello stile e del suono delle nuove canzoni artisti come Sébastien Tellier e Charlotte Gainsbourg. E scrive una lunga scheda per raccontare dettagliatamente come ha costruito gli arrangiamenti dell'album e utilizzato i vari strumenti impiegati. Chi dopo "Domino", l'album del 2018 che per sua stessa ammissione non brillò particolarmente nelle vendite, e la parentesi in tv come giudice di "X Factor", si aspettava da lei una svolta, probabilmente non conosce bene Malika Ayane. La .cantante italo-marocchina gioca da sempre in un campionato tutto suo e continua a farlo con "Malifesto", il sesto di una carriera che pur non portandola sistematicamente in cima alle classifiche - nel 2015 "Senza fare sul serio" fu un tormentone martellante da tre Dischi di platino: è il suo più grande successo ad oggi - l'ha resa un punto di riferimento per chi in Italia prova a fare pop di qualità, raffinato al punto giusto e al tempo stesso leggero.

Tra un film d'autore francese e una serie teen

Malika qui recupera la ricerca sonora di "Domino" e la mette al servizio di canzoni che ambiscono all'alta rotazione ma senza scendere a patti: "Non è spocchia, ma necessità", come canta in "Ti piaci così", la canzone che ha presentato in gara a Sanremo 2021, tra Anni '80 e french touch. Così chic che non sfigurerebbe nella colonna sonora di un film d'autore francese, così irresistibilmente pop da funzionare allo stesso modo in una scena di "Baby". Il disco è il primo made in Italy della cantante dopo l'esperienza berlinese con Axel Reinemer e Stefan Leisering dei Jazzanova per "Naif" e "Domino". È pop che piace anche a chi non ascolta pop.

Gli autori

Al suo fianco, in "Malifesto", ci sono Antonio Filippelli e Daniel Bestonzo, già produttori di Levante e Annalisa.

E tra i collaboratori, accanto ai britannici Shridhar e Sidh Solanki ("Come sarà") e al belga Shameboy ("Formidabile"), ci sono autori italiani come gli ormai lanciatissimi Colapesce e Dimartino (insieme firmano "Telefonami", potenziale prossimo singolo estratto dal disco, mentre Dimartino co-firma pure "Peccato originale" e "A mani nude"), Leo Pari, Luca Serpenti, Congorock (abituato a spaziare da Baby K a Bloody Beetroots - c'è il suo zampino nella stessa "Ti piaci così" e in "Senza arrossire") e i "soliti" Pacifico e Alessandra Flora. La cover di "Insieme a te non ci sto più" che chiude il disco, più a mo' di bonus track che di epilogo vero e proprio, oltre ad essere un omaggio a Caterina Caselli (fu lei a scoprirla quando cantava ancora in teatro) è anche un tributo a Paolo Conte e Vito Pallavicini, che del pop d'autore sono stati campioni (da "Azzurro" a "Messico e nuvole" passando per il successo del 1968 dell'ex Casco d'oro): è a quel modo di fare canzoni che Malika prova a tornare (ieri sera, ospite di Propaganda Live, ha cantato una cover di "Maledetta primavera", il successo sanremese di Loretta Goggi del 1981).

Il suono

Ma è soprattutto nel suono dei pezzi che la cantante cerca di fare la differenza, nel suo piccolo. Gli arrangiamenti ruotano per lo più intorno al suono del basso Hofner (che ricrea un'atmosfera da dancefloor anche nel salotto di casa) e a quello del piano, delle tastiere e dei sintetizzatori, impreziositi eventualmente da Mellotron e archi. Pochissime chitarre elettriche, mentre viene dato più spazio a strumenti acustici a corda come la chitarra classica, l'ukulele, la chitarra acustica e l'AutoHarp. Un bel mix tra analogico e elettronica realizzato principalmente attraverso batterie strette registrate con pochissimi microfoni, filtrate nei simulatori di nastri e drum machine come la Linn o la CR-78, che creano il tappeto ritmico. Si fa prima ad ascoltarlo. Troppo sofisticato? Magari i dischi pop fossero scritti e suonassero tutti così.

TRACKLIST

01. Peccato originale (03:47)
02. Ti piaci così (03:36)
03. Telefonami (03:26)
04. Come sarà (03:33)
05. Per chi ha paura del buio (03:43)
06. Mezzanotte (04:44)
07. A mani nude (03:33)
08. Brilla (03:16)
09. Formidabile (02:46)
10. Senza arrossire (02:45)
11. Insieme a te non ci sto più (03:08)
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