«WE ARE - Jon Batiste» la recensione di Rockol

“We are”: il talento eclettico di Jon Batiste tra tradizione e pop-soul

Ottavo disco per il mulitistrumentista jazz Jon Batiste, ma il primo davvero pop. Gospel, funk, soul e hip-hop di gran gusto. Fresco vincitore di un Golden Globe per "Soul" della Pixar. Garantisce Quincy Jones.

Recensione del 29 mar 2021 a cura di Michele Boroni

Voto 8,5/10

La recensione

Forse il nome di Jon Batiste non vi è nuovo. Lui è il resident band leader del Late Show di Stephen Colbert in onda sulla CBS e si è appena aggiudicato un Golden Globe per la fondamentale colonna sonora di Soul, l'ultimo film Pixar.
Jon Batiste, pianista, chitarrista, compositore e cantante originario di New Orleans, è al suo ottavo disco solista in una carriera costellata soprattutto da lavori che gravitavano intorno al jazz, al solo piano e alla musica orchestrale. Con questo “We are” forte della notorietà acquisita, ha deciso di allargare il campo d'azione. 

Il nuovo suono di New Orleans

“We are” è uno strepitoso disco che collega magnificamente tradizione e modernità, mettendo insieme il gospel e il bop con il pop-soul, il funk, l'R&B anni 70 e l'hip-hop. Tutto nasce dalla title track uscita a maggio 2020 a sostegno delle proteste di Black Lives Matter. La canzone, che viene eseguita insieme alla St. Augustine High School Marching 100 e la Gospel Soul Children, è un forte statement sonoro di positività che mette subito l'ascoltatore con il giusto approccio al disco. La successiva “Tell the truth” è puro funk stile Meters di New Orleans rivisto e corretto, mentre “I need you” è un coinvolgente boogie che si tinge dell'hip-hop vintage stile Outkast, come pure la seguente “Whatchutalkingabout” dove il buon Jon si trasforma in una sorta di novello André 3000. Di New Orleans si parla ancora in “Boyhood” un'ode funky alla città insieme ad altri nativi come PJ Morton e Trombone Shorty che celebrano la cultura della loro città. 
Non manca poi il pezzo solo piano jazz (“Moviment 11'”), genere che lo ha reso celebre, soprattutto dopo la soundtrack di "Soul".

Pochi ospiti, ma buoni 

A benedire questo disco c'è nientemeno che Quincy Jones, autore delle note di copertina, ma anche il padre Michael Batiste e il nonnno David Gauthier, entrambi musicisti. “Show me the way” è una gradevole pop song stile Earth Wind & Fire con il contributo della scrittrice Zadie Smith. Prima di “Freedom” c'è anche una breve intro di Mavis Staples che racconta il suo significato di libertà. Alla produzione per rendere i suoi più attuali ci sono POMO e Jahaan Sweet, già dietro a Anderson. Paak e Kali Uchis. 
La voce di Batiste, sia cantata che rappata, è di primissimo ordine, gli arrangiamenti strumentali sono di gran gusto senza cedere alle mode del momento, mentre nei testi traspare saggezza e comunione, il tutto con grande leggerezza.

Un disco che fa bene ascoltare e ascoltare ancora. .

 

TRACKLIST

01. WE ARE (04:24)
02. TELL THE TRUTH (03:21)
03. CRY (03:57)
04. I NEED YOU (02:37)
05. WHATCHUTALKINBOUT (02:21)
06. BOY HOOD (04:26)
07. MOVEMENT 11’ (02:01)
08. ADULTHOOD (03:41)
09. MAVIS (00:20)
10. FREEDOM (02:58)
11. SHOW ME THE WAY (03:40)
12. SING (03:07)
13. UNTIL (01:03)
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