«THE FILTH AND THE FURY - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - THE FILTH AND THE FURY - la recensione

Recensione del 29 mag 2000

La recensione

E’ già stato salutato da critiche entusiastiche il secondo film di Julien Temple con i Sex Pistols come protagonisti (il primo, lo ricorderete, fu nel 1981 il delirante “The great rock’n’roll swindle”, che Temple diresse subentrando nientemeno che a Russ Meyer!). Nell’attesa di poterlo vedere sui nostri schermi, possiamo intanto saperne qualcosa di più visitando il ricco sito internet http://www.filthandfury.com e ascoltarne la colonna sonora, racchiusa in un doppio Cd per un totale di 29 brani (16 + 13).
Com’è logico, la parte del leone la fanno Johnny Rotten e i suoi; anche se la breve e folgorante carriera dei Sex Pistols non consentì al gruppo di mettere insieme un repertorio granché abbondante. Dei tre album “ufficiali” - “Never mind the bollocks”, il soundtrack di “The great rock’n’roll swindle” e “Flogging a dead horse” - non ho sottomano il terzo (lo possiedo in vinile) che conteneva stranezze e rarità: ma, andando a memoria, direi che le tracce Pistols più interessanti perché meno note di questo disco sono “Don’t gimme no lip, child”, “What’cha gonna do about it” e “Road runner”: tutte peraltro incluse nel postumo “Chaos” (Restless, 1996). Anche se, in effetti, la cover di “Road runner”, piccolo grande classico di Jonathan Richman, era presente anche in “The great rock’n’roll swindle”, pur se in medley con “Johnny B. Goode”.
Ma i collezionisti e i fans dei Sex Pistols hanno altrove pane per i loro denti: nei bootleg, nei live, nelle ripubblicazioni semiautorizzate. Il bello di questo doppio Cd sta invece nelle tracce non-Pistols, fra le quali si trovano alcuni titoli “storici” e alcune piccole grandi preziosità. Fra i primi, “Pictures of Lily” degli Who, l’epica “Virginia Plain” che fu il primo singolo dei Roxy Music, “School’s out” e “I’m eighteen” di Alice Cooper, “The Jean Genie” di David Bowie epoca Ziggy Stardust, l’oltraggiosissima “Looking for a kiss” degli immensi New York Dolls. Fra le seconde, “Shang-a-lang” (hit del 1974 della vituperatissima teen band Bay City Rollers); “Glass of champagne”, perfetto singolo dell’era glam - 1975 - degli oggi dimenticatissimi Sailor (un gruppo tedesco fondato da Georg Kajanus, che teneva concerti con scenografie quasi teatrali e utilizzava strumenti bizzarri come il Nickelodeon, la fisarmonica, il glockenspiel e il mandolino); un paio di singoli dal sapore giamaicano (“Skinhead moonstomp”, un rock steady del 1970 di Simaryp, e il dub “Way over” di Tappa Zukie, 1976).
Ma la vera gemma del doppio Cd è “Through my eyes”. Riproposta talvolta dai Pistols in concerto (ne restano vaghe tracce su alcuni bootleg) appartiene al repertorio dei Creation, una band che ebbe un paio di piccoli hit nel 1966 con “Making time” e “Painter man”. Assomigliavano abbastanza agli Who, ed erano infatti prodotti da Shel Talmy, che fu il produttore dei primi dischi degli Who. Pare anzi che Eddie Phillips, chitarrista dei Creation, fosse stato in predicato di entrare come seconda chitarra negli Who su proposta di Pete Townshend in persona (Phillips fu probabilmente il primo a suonare la chitarra elettrica con l’archetto del violino, ispirando probabilmente analoghe performances di Jimmy Page). La vita del gruppo non fu né lunga né felice: ottennero un certo seguito in Germania, il che forse spiega come mai i Boney M pubblicarono una cover disco della loro “Painter man”, e - dopo un rapido passaggio nella loro formazione di Ronnie Wood - si sciolsero nel 1968. L’inclusione di “Thru my eyes” (un tipico esempio di “beat” dei sixties, con coretti strascicati e feedback di chitarra) in questo soundtrack potrebbe servire a riportare qualche attenzione sui Creation, il cui nome forse è servito di ispirazione ad Alan McGee per battezzare l’etichetta che lanciò gli Oasis (per la quale uscì nel 1989 un album dei Creation intitolato “Sneetches sometimes that's all we have”, e la cui memoria è affidata all’eccellente doppia antologia (Retroactive, 1998) “Complete Collection”.
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