«FUTURE NOSTALGIA (THE MOONLIGHT EDITION) - Dua Lipa» la recensione di Rockol

Dua Lipa è una macchina del pop

Non teme la sovraesposizione. Non s'indigna quando il ceo di Spotify, Daniel Ek, spiega agli artisti che se vogliono sopravvivere nell'era dello streaming devono essere iperproduttivi. Tutt'altro: sforna tre dischi in meno di un anno.

Recensione del 12 feb 2021 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Non teme la sovraesposizione: la cerca. Non s'indigna quando il ceo di Spotify, Daniel Ek, spiega agli artisti che se vogliono sopravvivere nell'era dello streaming devono essere iperproduttivi e costantemente presenti sulle scene. Tutt'altro: fa sua quella filosofia. E si trasforma in una macchina del pop capace di sfornare tre dischi in meno di un anno. L'obiettivo è chiaro: mandare a casa tutte le colleghe e diventare la nuova regina del genere, sbancando sulle piattaforme (vedremo chi avrà la meglio tra la cantante di origini albanesi e Taylor Swift, che si lascia alle spalle un 2020 iper prolifico e prepara i suoi fan a un 2021 che non sarà da meno).

Un altro capitolo

"The moonlight edition" è il terzo capitolo della saga discografica inaugurata da Dua Lipa lo scorso marzo, in piena pandemia, con "Future nostalgia", l'album della sua consacrazione dopo le hit che negli ultimi cinque anni le hanno permesso di scalare le classifiche, da "Be the one" a "Electricity". Al disco di remix uscito la scorsa estate, a soli cinque mesi dall'album, contenente pure una nuova versione di "Levitating" in duetto con Madonna (una benedizione?), la cantante fa ora seguire una riedizione espansa del suo ultimo progetto: contiene, oltre ai brani già inclusi nell'edizione standard, una manciata di inediti e altre bonus tracks.


Le novità, a dire il vero, sono ben poche: il singolo "We're good", co-firmato da Emily Warren, già dietro al successo della hit "Don't start now" (il pezzo scelto per fare da apripista, nell'ottobre del 2019, all'intero progetto discografico: Dua Lipa lo cantò l'anno scorso durante il suo fugace, ahinoi, passaggio al Festival di Sanremo come superospite), fa parte di un poker d'assi composto insieme agli inediti "If it ain't me", "That kind of woman" e "Not my problem", quest'ultimo con la partecipazione del rapper americano JID. Quattro hit nate che però snaturano per sonorità e atmosfere il concept di "Future nostalgia": dal revival degli Anni '80, con citazioni di Queen, Olivia Newton-John, INXS e Samantha Fox, Dua Lipa torna all'elettropop degli Anni Duemiladieci, flirtando con il rap.

Repack o greatest hits?

Le altre quattro tracce incluse nella "Moonlight edition" di "Future nostalgia" fanno sembrare il repack più un greatest hits che altro: c'è il duetto con Miley Cyrus su "Prisoner" già incluso nell'ultimo album dell'ex stellina Disney, "Plastic hearts" (54 milioni di visualizzazioni per il video, in cui le due non mancano di scambiarsi effusioni provocanti), quello su "Fever" con la popstar belga Angèle (già incluso nella versione francese di "Future nostalgia"), il remix di "Levitating" con il rapper DaBaby (uscito lo scorso ottobre) e il reggaeton in salsa house "Un día (One day") con le star latine J Balvin, Bad Bunny e Tainy, originariamente contenuta nell'Ep estivo di Balvin "Summer vacation" (il video, con protagonista l'attrice spagnola Úrsula Corberó, nota ai più per aver interpretato Tokyo nella serie "La casa di carta", ha superato quota 180 milioni di views).

La cerimonia

L'era di "Future nostalgia" potrebbe chiudersi trionfalmente tra un mese: la sera del 14 marzo lo Staples Center di Los Angeles ospiterà la cerimonia di consegna dei Grammy Awards, tra i premi musicali più ambiti in assoluto. Dua Lipa è candidata in ben sei categorie, comprese le tre principali: Record of the Year e Song of the Year con "Don't start now" e Album of the Year con "Future nostalgia". Se andrà male, si consolerà guardando i numeri delle sue hit sulle piattaforme. 

TRACKLIST

01. Future Nostalgia (03:04)
02. Don't Start Now (03:03)
03. Cool (03:29)
04. Physical (03:13)
05. Levitating (03:23)
06. Pretty Please (03:14)
07. Hallucinate (03:28)
08. Love Again (04:18)
09. Break My Heart (03:41)
10. Good In Bed (03:38)
11. Boys Will Be Boys (02:46)
12. Fever (02:36)
13. We're Good (02:45)
14. Prisoner (feat. Dua Lipa) (02:49)
15. If It Ain’t Me (03:15)
16. That Kind Of Woman (03:20)
17. Not My Problem (feat. JID) (02:23)
19. Un Día (One Day) (03:51)
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