«LA SIGNORA MARRON - Franzoni - Zamboni» la recensione di Rockol

"La Signora Marron", storie di cowboy, dannazioni e madonne

Amici da vent'anni, i cantautori Marco Franzoni e Manuele Zamboni hanno unito le forze per il loro primo album "a due", con l'incoraggiamento del concittadino Omar Pedrini

Recensione del 10 feb 2021 a cura di Marco Di Milia

Voto 7,5/10

La recensione

Inseguire pensieri e suoni per vent’anni. Due decenni in cui i cantautori Marco Franzoni e Manuele Zamboni hanno messo a fuoco lento le proprie intuizioni, dando loro forma, accumulandole, custodendole e spesso anche mettendole da parte, in attesa di tempi migliori.

Tra Brescia e Dallas

Una corposa collezione di canzoni ancora tutte in divenire risolta, quasi per contrappasso, proprio nel periodo sospeso del lockdown, quando le giornate di isolamento domestico necessitavano di ritrovare il giusto equilibrio. L’incontro, tutto virtuale, con il batterista statunitense Jonathan Womble ha fornito poi la ritmica necessaria alle vicende di vita inquieta dei due musicisti, secondo un’estetica di frontiera tutta americana. Attraverso un fitto scambio di file, quelle idee hanno così seguito uno spirito da navigati cowboy in grado di annullare le distanze fisiche e geografiche tra Brescia e Dallas.

Ancora, un’ulteriore spinta è arrivata infine dal concittadino Omar Pedrini che, trovandosi spesso ad ascoltare un lavoro in via di costruzione, ha spronato Marco e Manuele con una domanda semplice e schietta: “Ma cosa aspettate a far uscire queste canzoni?”. Il consiglio del rocker è stato accolto quindi con la pubblicazione de “La Signora Marron”, il primo album “a due” di una coppia di musicisti, amici da una vita, che ha finalmente deciso di mettere da parte ogni possibile tentennamento, per dare forma a un racconto ad ampio raggio che nel crocevia della provincia lombarda mette in scena dannazione e pure conforto.

Vincenzina e le altre

Dieci tracce di cantautorato amaro e a tratti romantico che unisce pop e tradizione, voci ruvide e atmosfere country, frenesia cittadina e desiderio di evasione.

Frammenti di ordinaria umanità che si affollano tra loro mischiando Enzo Jannacci, Calexico, Piero Ciampi e Steve Van Zandt, che il duo con un occhio rivolge al proprio vissuto e con l’altro continua a guardare lontano verso la vecchia America, lasciando andare nel frattempo i ricordi tra il fumo delle sigarette e un paio di bicchieri. Sconfitte che si fanno largo nelle malinconie di “Ti aspettavo” o in “Non fa rumore la primavera” e rivalse che in “Gesù tascabile” diventano più vigorose, con l’accompagnamento bandistico dalla Fanfara dei Cugini di Montagna. Nella rocciosa ballata “Tenendo gli occhi spenti”, la preziosa tromba di Francesco Venturini - presente in tutto l’album - evoca direttamente suggestioni polverose da spaghetti western, mentre le “certe madonne” tirate in causa in “Controluce” riportano presto a una quotidianità sempre troppo instabile.

In scaletta spicca anche una “Vincenzina e la fabbrica”, composta da Jannacci nel 1974 per la colonna sonora di “Romanzo Popolare” di Monicelli descrivendo dal suo punto di vista la realtà disillusa dell’industria italiana, che Franzoni e Zamboni, nell’appropriarsene, rendono al contempo attuale e ormai legata a un passato remoto. La stessa anima riflessiva che traccia quanto sia andato perduto in “Vent’anni”, a partire da quella disfatta dell’Italia contro il Brasile nel 1994 all’immobilità di una vita che si vorrebbe rivivere ancora una volta daccapo, con tutti gli stessi sbagli annessi.

I segni del tempo

Ne “La Signora Marron” si respira così nelle storie dei due musicisti quel tempo tanto sfuggente eppure in grado di lasciare addosso i segni del suo passaggio. Perché in vent’anni, di acqua nello scarico di quel lavandino ritratto in copertina, ne è passata davvero molta.

TRACKLIST

01. La Signora Marron (04:02)
02. Ti Aspettavo (03:53)
03. Gesù Tascabile (05:32)
04. Non Fa Rumore La Primavera (03:21)
05. Tenendo Gli Occhi Spenti (05:47)
06. Vincenzina E La Fabbrica (04:24)
07. Arida (03:14)
08. Controluce (03:44)
09. Vent'anni (04:15)
10. Oltre Il Cortile (04:01)
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