«SPARE RIBS - Sleaford Mods» la recensione di Rockol

Una scarica elettro-punk contro i lati oscuri del lockdown

“Spare ribs”, il nuovo album del duo inglese, è un altro capitolo polemico e antagonista, ma non mancano le novità fra collaborazioni e canzoni più accessibili.

Recensione del 15 gen 2021 a cura di Claudio Cabona

Voto 8/10

La recensione

L’undicesimo album del duo inglese, formato da Jason Williamson e dal produttore Andrew Fearn, è un diario sincero, ironico, spavaldo e aggressivo che prova a raccontare i fantasmi del periodo pandemico.

E non solo. È una doccia di realismo, importante in un’epoca in cui spesso è difficile distinguere il vero dal falso. Le canzoni sono state registrate ai JT Soar Studios di Nottingham, in una sessione veloce e furiosa, ma non tutti i brani sono stati scritti in epoca Covid nonostante questo sia uno degli argomenti centrali. Alcune sono antecedenti. È un album ipnotico, ricco di messaggi e ritmo, una delle migliori uscite dei Sleaford Mods, che negli ultimi anni sono stati capaci di allargare a macchia d’olio il proprio pubblico anche grazie .a un’esplosione della scena post punk nel Regno Unito.

Novità e temi affrontati  

Rispetto ai lavori precedenti, questo nuovo capitolo presenta alcune novità: è il primo progetto firmato da loro in cui i due hooligans del post punk (leggi qui la nostra intervista) collaborano con altri artisti, mischiando i propri ritmi. Billy Nomates e Amy Taylor giocano con le loro voci, con il loro stile, e impreziosiscono le canzoni in cui sono chiamate a incidere. Inoltre in molti frangenti “Spare ribs” è più “accessibile” con brani meno ostici rispetto al passato, più morbidi e aperti a un pubblico non necessariamente di fedelissimi. Lo stile degli Sleaford Mods rimane inconfondibile, con lunghe parti rappate e parlate su basi elettroniche conturbanti, ma non mancano melodie e ritmi più leggeri. I temi portanti sono legati all’impatto che il virus ha avuto sulle nostre vite e sul come la politica abbia reagito all’emergenza. Ma emergono anche frammenti più intimi e dita puntate verso la Brexit e il conservatorismo.

“Out There” racconta l’atmosfera irreale della pandemia, “Top Room” mette al centro le persone sole, chiuse in casa con i propri pensieri, mentre “Short Cummings” è un pezzo ghignante indirizzato a Dominic Cummings, uno dei consiglieri del primo ministro Boris Johnson. “Elocution” mette nel mirino i network, le linee comunicative dell’industria, rivendicando il rifiuto a fare un’intervista quando quest’ultima non è necessaria, mentre la title track ha come protagonisti i senza dimora e tutti quegli “ultimi” dimenticati dalla politica e sacrificabili come carne di scarto. Ironia, giochi di parole, invettive: gli Sleaford Mods sono in grandissima forma. Le canzoni sono riconoscibili, meno stereotipate sul fronte musicale rispetto ai dischi precedenti e confermano un’evoluzione.

La canzone da ascoltare: “Mork N Mindy”

Un brano sull’infanzia, sulle luci e le ombre di una fase della vita mai semplice e delicata. Anche il video, registrato in una casa a Nottingham, racconta molto del vero significato del testo. È un brano simbolo di “Spare ribs”: l’intervento della punkettona Billy Nomates regala ritmo a tutto l’impianto. Si arriva quasi a parti cantate con la musica che scalcia, spingendo l’ascoltatore a ballare.

TRACKLIST
01 The New Brick
02 Shortcummings
03 Nudge It (Features Amy Taylor Amyl and the Sniffers)
04 Elocution
05 Out There
06 Glimpses
07 Top Room
08 Mork n Mindy (Features Billy Nomates)
09 Spare Ribs
10 All Day Ticket


11 Thick Ear
12 I Don’t Rate You
13 Fishcakes

TRACKLIST

01. The New Brick (00:43)
02. Shortcummings (03:34)
03. Nudge It (03:43)
04. Elocution (02:58)
05. Out There (03:56)
06. Glimpses (02:42)
07. Top Room (03:50)
08. Mork n Mindy (03:24)
09. Spare Ribs (03:52)
10. All Day Ticket (03:44)
11. Thick Ear (03:04)
12. I Don't Rate You (04:04)
13. Fishcakes (03:08)
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