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«EL ÚLTIMO TOUR DEL MUNDO - Bad Bunny» la recensione di Rockol

Magari i dischi latin trap fossero tutti come il nuovo di Bad Bunny

Via i pregiudizi: c'è il reggaeton, sì, ma anche molto r&b contemporaneo e una spruzzatina di indie rock. "El último tour del mundo" è il disco che non t'aspetti dalla star portoricana

Recensione del 03 dic 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Se questo ragazzo partito dalla provincia portoricana come astro nascente della trap latina è arrivato in una manciata di anni a conquistare il titolo di artista più ascoltato su Spotify a livello mondiale (dati diffusi dalla piattaforma in questi giorni), un motivo ci sarà.

Che piaccia o no, Bad Bunny è l'artista numero uno al mondo per numeri sullo streaming, in questo momento. Lo confermano non tanto gli 8.3 miliardi di stream totalizzati dalle sue canzoni su Spotify da gennaio ad oggi, ma gli oltre 425 milioni di ascolti complessivi già fatti registrare sulla piattaforma dai sedici pezzi di questo "El último tour del mundo", uscito appena la scorsa settimana. Un dato impressionante. Cosa ci trova la gente di così forte, in una manciata di pezzi reggaeton tutti uguali, confezionati a tavolino con la ricetta della hit perfetta nell'era di Spotify e dei balletti dei video su TikTok, che è meglio se dura meno di 2 minuti e mezzo, ha un testo semplice semplice e un ritornello con un ritmo che obbliga anche il più metallaro dei metallari a battere il piede, ti domandi, non senza pregiudizi. Allora provi ad ascoltarlo, questo disco di Bad Bunny (ricordandoti peraltro di quel concerto che eri stato costretto a seguire per lavoro, la scorsa estate, in mezzo a gruppi di ragazzi americani, inglesi e spagnoli in vacanza a Roma che non si erano lasciati certo sfuggire l'evento, un trionfo di bandiere portoricane e cerchietti con le orecchie da coniglio). E to', non ti dispiace, e ti costringe in parte a ricrederti.

Non c'è solo latin trap, in questo "El último tour del mundo", che arriva ad appena nove mesi dal precedente "YHLQMDLG" (in mezzo c'è stata la raccolta "Las que no iban a salir" - il fatto che Bad Bunny abbia pubblicato un best of con appena due dischi alle spalle è un fatto da annotare). "Volevo che questo fosse un disco più sentimentale, più rilassante: un album da ascoltare chiuso nella tua stanza", ha spiegato il 26enne cantante portoricano. Sign of the times, direbbe qualcuno: nel bel mezzo di una pandemia gli inni reggaeton da ballare ammassati in pista non sono graditi. Così anche il re della trap latina si mette a fare altro, dà ai suoi pezzi un tocco più intimista e riflessivo.

Si sente, nelle tracce dell'album: da "El mundo es mío" a "Antes que se acabe", passando per "Te mudaste" e "Haciendo que me amas", Bad Bunny sembra strizzare l'occhio più all'r&b contemporaneo che alle sue radici.

Concedendosi anche qualche escursione in territori pop-rock. Sì, pop-rock. D'altronde l'album è frutto della collaborazione con il produttore Marco "MAG" Borrero (ha lavorato anche con la band post-hardcore dei PVRIS e con la cantautrice folk pop Colbie Caillat) e con il chitarrista Mick Coogan ex componente del gruppo dance-punk dei Dance Party, accreditati anche come co-autori di gran parte dei brani. "Maldita pobreza", con quelle chitarrine, non sfigurerebbe nel disco di una band indie rock emergente, "Yo visto así" non dispiacerebbe ai Blink-182 (omaggiati pure nel video, tra skate e graffiti) e sorprendono pure "Te deseo lo mejor" e "Hoy cobré".

Se vi aspettate, poi, di trovare dentro l'album gli onnipresenti Daddy Yankee e J Balvin, indispensabili in dischi del genere, preparatevi a ricredervi: ci sono solo tre feat, con la sempre ammaliante Rosalía (in "La noche de anoche"), uno con l'astro nascente della scena r&b statunitense Abra (in "Sorry papi") e uno con il portoricano Jhay Cortez ("Dakiti"). Magari i dischi latin trap fossero tutti così. 

TRACKLIST

01. EL MUNDO ES MÍO (02:45)
02. TE MUDASTE (02:10)
03. HOY COBRÉ (02:42)
04. MALDITA POBREZA (03:33)
05. LA NOCHE DE ANOCHE (03:23)
06. TE DESEO LO MEJOR (02:19)
07. YO VISTO ASÍ (03:11)
09. BOOKER T (02:36)
10. LA DROGA (02:42)
11. DÁKITI (03:25)
12. TRELLAS (02:37)
13. SORRY PAPI (02:43)
14. 120 (02:31)
15. ANTES QUE SE ACABE (03:41)
16. CANTARES DE NAVIDAD (03:19)
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