«DELICATE SOUND OF THUNDER - Pink Floyd» la recensione di Rockol

Pink Floyd Tutto quello che c'è da sapere sulle nuove versioni di “Delicate Sound Of Thunder”

Torna nei negozi il disco e i film dal vivo che testimoniano il ritorno della band sulle scene del 1987. Ma non si tratta di una semplice ristampa...

Recensione del 02 dic 2020

Voto 9/10

La recensione

di Nino Gatti

La prima versione di “Delicate Sound Of Thunder”

“Delicate” uscì il 22 novembre 1988 su doppio cd e doppio vinile, seguito il 5 giugno 1989 dal film-concerto “Pink Floyd In Concert”, a testimonianza del tour mondiale 1987-1988. Dopo la separazione da Roger Waters, la band era di fatto nelle mani di David Gilmour e Nick Mason, che per l'occasione avevano ripreso a bordo il tastierista Rick Wright, impiegato nel disco e nel tour di “Momentary” come session man.
I Pink Floyd, che intendevano trarre da questi spettacoli un disco e un film live, organizzarono tra il 19 e il 23 agosto 1988 cinque giorni di registrazioni e riprese al Nassau Coliseum di Long Island (New York), nella stessa sala dove nel febbraio 1980 avevano presentato il celebre concerto di “The Wall”.


L'audio fu registrato sia in digitale che in analogico, replicando la scelta effettuata per il disco “Momentary”, nel quale Gilmour e Mason scelsero di incidere la batteria soltanto in analogico.
Di quei cinque concerti furono registrate in audio e video tutte le esibizioni della band, che ne utilizzarono solo una parte, depositando in archivio tutto il resto. A farsi carico delle registrazioni audio fu la società nordamericana Remote Recording Services, diretta da David Hewitt, che utilizzò un mixer a 32 piste della Mitsubishi per strumenti e le voci, uno Studer a 24 piste per batterie e percussioni.
La regia del video venne invece affidata a Wayne Isham, giovane regista americano che aveva già girato due film-concerto, nel 1987 quello di Billy Joel a Leningrado e nel febbraio 1988 “In the Round, in Your Face” dei Def Leppard.
Il disco, un doppio che fu reso disponibile sia su vinile che su cd, fu preparato in gran fretta per approfittare delle vendite natalizie, consacrandolo tra gli album live più venduti di quell'anno. Agli inizi di settembre, David Gilmour si recò negli studi di Abbey Road per curare personalmente il missaggio e per correggere qualche imperfezione. Il chitarrista incise ex novo la chitarra acustica di Wish You Were Here, Wright rifece la sua parte vocale del brano Us and Them e la cantante inglese Sam Brown sostituì la voce di Rachel Fury all'interno di Comfortably Numb. La giovane e talentuosa Brown, che Gilmour conosceva perché vecchio amico dei suoi genitori, non aveva mai collaborato con i Floyd. Sam aveva già lavorato con Gilmour; lui suonò nel disco d'esordio della cantante intitolato “Stop!”, uno dei successi europei dell'estate 1988. Sam Brown salì finalmente sul palco dei Pink Floyd come corista durante l'intero tour del 1994.
L'incredibile suono dei Pink Floyd, unito agli strabilianti effetti che si susseguivano sul loro palco, preparati con la proverbiale cura dalla band e dai loro fidi collaboratori, non tradirono le aspettative dei loro fan, che dopo aver decretato il successo del tour spinsero in alto nelle classifiche anche disco e film. Le vendite del disco “Delicate” furono ottime, soprattutto negli States, dove superò il milione e mezzo di copie, raccogliendo il triplo album di platino. Il paese europeo in cui il disco vendette di più fu l'Italia con le sue 300mila copie, il triplo di quanto venduto in Inghilterra. Anche la vhs, lanciata nel 1989, cavalcò l'onda del successo delle videocassette domestiche, che alla fine degli anni ottanta era all'apice del proprio mercato. Il film “Delicate” fu nominato nella sezione “Best Music Video – Long Form” nei Grammy Awards del 1990, battuto da “Rhythm Nation 1814” di Janet Jackson.
Il tour testimoniato da “Delicate” è ancora oggi impresso nella memoria dei fan italiani, anche grazie ai quattordici concerti presentati dai Pink Floyd dal nord al sud della penisola: cinque date nel luglio 1988 (Torino, Modena e Roma) e ben otto nel maggio 1989 (Verona, Monza, Livorno e Cava dei Tirreni), per un totale di oltre 450mila spettatori paganti. A questi si aggiunsero gli oltre 200mila spettatori del celebre concerto gratuito a Venezia del 15 luglio 1989.
Per oltre trent'anni questa prima versione del doppio album “Delicate Sound Of Thunder” è stata presente nel catalogo dei Pink Floyd. Nel 2017 è stato ristampato in versione remaster sia su vinile che su cd, esordendo su etichetta Pink Floyd Records. Queste ristampe hanno conservato sia la grafica che la scaletta, fedeli all'edizione del 1988.

Arriva la nuova versione di “Delicate Sound Of Thunder”

Con i Pink Floyd le sorprese non mancano mai ed ecco che, alla fine del 2019, danno alle stampe un nuovo e ricco cofanetto, “The Later Years 1987-2019”, che ripropone tra gli altri interessanti materiali anche “Delicate Sound Of Thunder”, in una edizione completamente “riveduta e corretta” che surclassa la versione precedente. L'audio e il video del progetto originale vengono letteralmente azzerati e stravolti, fino a proporre qualcosa di totalmente nuovo, senza dubbio l'edizione definitiva (anche se non completa) di quest'album.
Il 20 novembre 2020, a un anno di distanza dalla pubblicazione del cofanetto, la Warner Music Group decide di commercializzare al di fuori del box sia il doppio cd che dvd/blu-ray di “Delicate Sound Of Thunder”, proponendo un doppio cd, un triplo vinile e un box deluxe.

Particolarmente interessante il box in quanto comprende, oltre al doppio cd, sia il dvd che il blu-ray del filmato. Ogni dischetto del box è contenuto in una differente busta di cartone ed è disponibile un libretto di 40 pagine, un piccolo poster pieghevole stampato su entrambi i lati e tre cartoline. Bello anche il vinile, questa volta su pasta vinilica da 180 grammi, triplo e non più doppio come nel 1988.

La nuova versione DVD / Blu-Ray

Nostalgici dei tempi che furono, quelli che “sì ma ho la versione su vhs” o “l'analogico era un'altra cosa”, è arrivato il momento di arrendersi e cedere le armi.

È tempo di digitale, anzi di alta definizione, HD, 4K e tutte quelle sigle che indicano le moderne diavolerie offerte dalla tecnologia digitale legata alle immagini. Dimenticate la versione di “Delicate Sound Of Thunder” del 1989; quella che ha acceso gli animi e l'entusiasmo di milioni di appassionati e che ha consumato le testine dei vecchi videoregistratori, quella videocassetta che i fan più tecnologici hanno riversato amatorialmente su dvd pur di preservarla. La vhs targata 1989 ha fatto la fortuna di tantissime tribute band dei Pink Floyd, molte delle quali hanno trovato ispirazione proprio in quello spettacolo e in quel repertorio della band capitanata da David Gilmour.
I Pink Floyd non si sono limitati a restaurare un film già esistente, che di per se é impresa già abbastanza faticosa e certosina. No, questo film meritava ben altro destino rispetto a quello realizzato trent'anni, figlio dei propri tempi, cosa che rappresentava il suo maggior difetto. Il regista era ispirato dalle atmosfere dei video trasmessi da MTV negli anni Ottanta, dove tutto era concesso, anche il kitsch e gli eccessi. Le riprese sembravano avere tutte la stessa tonalità blu intensa che, unita al continuo ricorso alla tecnica dello slow motion, rendeva quasi insopportabile la visione dell'intero film, motivo per cui era rimasto fuori dal calendario delle recenti ristampe curate dai Pink Floyd.
Così come per l'uscita su cd e vinile del 1988, la videocassetta ufficiale (che esisteva anche in formato laserdisc) era stata montata in fretta e furia, con alcuni tagli molto discutibili. Quando di recente si è deciso di metter il naso negli archivi, la fortuna ha aiutato gli audaci compilatori dell'opera. Si è infatti scoperto che tutto – ma proprio tutto! – il girato su pellicole Agfa a 35 millimetri realizzato in quei giorni al Nassau Coliseum, era stato archiviato ed era in eccellenti condizioni. Per quel film Isham aveva impiegato otto cameraman a serata, per un totale di oltre 350 bobine! Era così possibile creare un film completamente nuovo, usando tutto il materiale a disposizione, ore e ore di riprese inedite raccolte da ogni angolazione di questo eccezionale spettacolo.
La possibilità di rimontare per intero il filmato era troppo ghiotta per non poterne approfittare. Aubrey Powell del glorioso studio Hipgnosis, fautori della gran parte della grafica utilizzata dalla band, ha così organizzato il lavoro in grande stile. Da direttore creativo, Powell ha coordinato Benny Trickett, offrendogli il ruolo di editore dell'edizione 2019. Trickett è specializzato in filmati live e ha al suo attivo numerosi lavori con Lady Gaga, Beyoncé, Pulp e Eurythmics. Aveva anche lavorato con Gilmour per il tour 2016 e per il precedente cofanetto dei Pink Floyd “The Early Years”, oltre ad aver offerto la sua collaborazione per il video della canzone Louder Than Words, contenuta nell'album “The Endless River”, il clamoroso ritorno dei Pink Floyd del 2014. La prima parte della lavorazione intorno al nuovo film è stata gestita da Adrian Bull al Cinelab London Ltd, mentre il colour grade è stato realizzato da Max Horton nella londinese Onsight Ltd insieme a Benny Trickett.
Le differenze rispetto all'edizione originale su vhs non sono solo queste. Il nuovo “Delicate Sound Of Thunder” presenta intanto l'intera Shine On You Crazy Diamond (parts 1-5), che nel vecchio filmato si fermava dopo circa quattro minuti. Nella versione del 1989, all'inizio di The Great Gig In The Sky erano state inserite alcune immagini raccolte in occasione del doppio concerto dei Pink Floyd a Versailles (giugno 1988) scene che sono state escluse del tutto. Sia nel dvd che nel blu-ray si fa notare l'assenza dei filmati Welcome To The Machine e Another Brick In The Wall part 2 (l'audio delle due tracce è invece presente nel doppio cd), probabilmente perché i diritti sono collegati a Roger Waters. È invece stata inclusa Money, che nel 1989 non era stata inserita nella vhs europea ma era inserita in quella statunitense; ha subito però una riduzione di quasi due minuti, andando a sfoltire la sezione reggae che a dire il vero annoiava (e tanto!). Un taglio che invece era presente nella vecchia versione durante l'assolo finale di Comfortably Numb è stato qui finalmente evitato, ripristinando l'intera esecuzione del brano. Infine, dopo Run Like Hell, quando la band si raduna sul palco per salutare il pubblico, in origine si ascoltava il commento sonoro della reprise dal vivo di Shine On, mentre ora c'è la versione in studio di Terminal Frost. Nei titoli di coda, così come nella vhs del 1989, è rimasta la nota che il concept originale del maiale utilizzato durante One Of These Days appartiene a Roger Waters. Una punta di ironia tipicamente inglese, un neanche tanto velato desiderio di buttare benzina sul fuoco, tanto per non porre mai fine all'infinita e inutile lotta tra Gilmour e Waters.

Le bonus tracks

Nella vhs erano state lasciate fuori Yet Another Movie, Round And Around, A New Machine part 1; Terminal Frost e A New Machine part 2, che insieme a Sorrow costituivano tutta la seconda facciata del vinile di “A Momentary Lapse Of Reason”. Queste cinque tracce sono finalmente contenute nel DVD/Blu-Ray del materiale bonus intitolato “Unreleased Live Films, Music Videos & Concert Screen Films”. Infine l'audio, che è finalmente migliorato ed è qui offerto in versione 5.1, permettendoci di essere completamente avvolti dal delicato suono del tuono pinkfloydiano.

La nuova versione audio – 2CD / 3LP

L'audio contenuto nel doppio cd e replicato nel triplo vinile, è stato opportunamente digitalizzato e ripulito dai nastri master originali del 1988. Remixato da Andy Jackson con l'aiuto di David Gilmour e l'assistenza di Damon Iddins, conferma le aspettative del popolo pinkfloydiano. Gilmour, produttore del disco, ha fortemente voluto che i due dischetti contenessero la scaletta completa di quegli spettacoli dei Pink Floyd. Oggi dunque possiamo ascoltare un totale di ventitré canzoni, a fronte delle quindici che facevano parte della prima edizione di quest'album, per un totale di ben 37 minuti di musica aggiuntiva.
Dopo aver inserito il primo dei due cd nel lettore del vostro impianto, sedetevi e preparatevi a questo inedito viaggio nella musica dei Pink Floyd targati 1988.

Già dopo le prime note sobbalzerete dalla vostra poltrona: la dinamica è migliorata notevolmente, se confrontata con quella precedente, con i suoni a riproporre lo stesso calore di quei concerti. È stato trovato finalmente il giusto equilibro tra Wallis e Carin che “doppiavano” gli strumenti di Mason e Wright, favorendo i suoni prodotti dai componenti storici della band (è evidente in Learning To Fly, dove le percussioni di Gary Wallis sono state fortemente ridimensionate, potenziando quelle di Mason). È emozionante poter ascoltare finalmente alcune canzoni che erano state sacrificate nell'edizione 1988, come .Signs Of Life, che riporta alla memoria quel suono che era indissolubilmente mescolato alle immagini proiettate sullo schermo circolare e ai laser. Yet Another Movie è migliorata nella spazialità del suo suono e rivela una serie di particolari che riemergono rispetto al mix del 1988. A seguire la mini-suite A New Machine 1 / Terminal Frost / A New Machine 2, che mancava nella vecchia edizione e che regala nuova linfa alla versione in studio. In Terminal Frost il duetto tra chitarra e tastiere e le sonorità tirate fuori dal sax di Scott Page sono talmente presenti, che sembra di trovarti a pochi metri dal palco! Se hai intenzione di far vibrare le fondamenta del tuo stabile e mettere un po' in allarme i tuoi vicini, allora ascolta l'intro di Sorrow e alza il volume a palla, sperando che nessuno allerti la protezione civile!
È il secondo dischetto a riservare una serie di infinite e travolgenti emozioni. La band si lancia in un fuoco di fila di canzoni del periodo 1971-1979 che lasciano praticamente senza fiato. Si apre con la cavalcata strumentale di One Of These Days, che sprigiona potenza ad ogni bit, seguita da Time, cantata da Gilmour con voce dura e ruvida, affiancato da Wright che fa vibrare le sue dolci corde vocali fino a scuoterti nel profondo dell'anima. Arriva così On The Run, capace di far volare tutto intorno quel campionario di suoni, voci e rumori ai quali la band ci ha abituato da sempre. Tornano sul palco le coriste, che nel frattempo hanno riscaldato le proprie corde vocali, in vista della loro performance di uno dei brani più amati dal pubblico. È The Great Gig In The Sky, cantata in successione dalle voci della prorompente Rachel Fury, la calda e profonda Durga McBroom e l'irraggiungibile Margret (Machan) Taylor, capace di toccare acuti fuori dall'umano. Per i fan non ci sono dubbi: queste tre vocalist hanno offerto la migliore interpretazione dal vivo di Great Gig. Non ci si è ancora ripresi dall'emozione precedente che partono inconfondibili le note introduttive di Wish You Were Here, dove si alternano all'acustica Tim Renwick e David Gilmour. La memoria va agli accendini che si illuminavano all'improvviso tutto intorno, quando il pubblico italiano la cantava insieme a Gilmour e tutti sembravano uniti in un unico abbraccio fraterno... quanti ricordi...
Si resta all'interno del disco targato 1975, con i freddi suoni di tastiera di Welcome To The Machine, che evidenzia la maestria dei due tastieristi e l'incredibile tenuta vocale di Gilmour. Sul finale è tutto un levare di note che si intrecciano ai suoni pazzeschi dei sintetizzatori: su quei suoni svettano le pelli percosse da Mason e Wallis, che si incrociano alla perfezione. Un altro salto indietro nel tempo per l'accoppiata Us And Them / Money dal best seller “The Dark Side Of The Moon”, che nonostante siano in posizione invertita rispetto a quella dell'album, viaggiano che è una meraviglia. Quando la musica sembra terminare, arrivano dei secchi colpi di batteria che non lasciano scampo all'immaginazione: è Another Brick In The Wall, la canzone che ha portato i Pink Floyd al primo posto delle classifiche dei singoli di tutto il mondo, alla quale si perdona l'aggiunta di un nuovo e inutile effetto sulla voce dei bambini, che non era presente nella vecchia versione. È il momento di scatenarsi, di battere le mani e di lasciarsi andare, magari provando anche a cantare all'unisono con la band. Il solo finale è affidato a Tim Renwick, un regalo di Gilmour che riconosce in lui uno dei migliori chitarristi ritmici della scena inglese.
Tutti i brani finora sono stati suonati come in un interminabile fuoco di fila. Gilmour si avvicina al microfono, ringrazia il pubblico e le luci si spengono per illuminarsi su uno dei brani più attesi della serata. Comfortably Numb, molto più lenta rispetto alla versione dell'album, è immensa e poderosa. L'assolo conclusivo, che durante quel tour Gilmour è riuscito a migliorare sempre più, è la summa della sua impareggiabile grandezza come chitarrista. Guardatelo nel dvd, quando suona questo assolo e fondendosi alla sua sei corde raggiunge suoni impareggiabili.
Assente nell'edizione del 1988, One Slip trova posto nei bis di questo concerto, regalando momenti di gloria a Guy Pratt, libero di slappare con il suo basso come mai accaduto prima in un concerto dei compassati Pink Floyd di Roger Waters. Beata gioventù...
Come da tradizione, conclude il disco ma anche i concerti dei loro recenti tour la scoppiettante Run Like Hell, vero e proprio botto finale di uno spettacolo che non smette mai di stupire neanche per un istante e che, come i fuochi d'artificio che chiudono lo show, vorresti non finissero mai.

La nuova versione di “Delicate Sound Of Thunder” sostituisce degnamente la vecchia edizione ma non portatela in cantina perché c'è un buon motivo per conservarla. Quale? Non si offendano quelli del reparto creativo dei Pink Floyd ma la copertina originale, con quell'uomo in primo piano che indossa una giacca piena di lampadine, che osserva l'altra figura in lontananza, circondata da alcuni volatili, non sono ancora riusciti a migliorarla...
 

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