«DISCO - Kylie Minogue» la recensione di Rockol

La discoteca infinita di Kylie Minogue

L'ennesima trasformazione della popstar australiana in "Disco", album a tema dedicato al dancefloor: musica perfetta per mettere da parte la pandemia per un po'.

Recensione del 09 nov 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7,5/10

La recensione

Teen idol, dark lady con Nick Cave, mega popstar, cantante che rivede i suoi successi ad Abbey Road in versione orchestrale, interprete country. A passare in rassegna le incarnazioni di Kylie Minogue c'è da perdersi. Ma la costante è la musica da ballare: dal dancefloor è partita - con il pop elettronico degli anni '80 firmato  Stock Aitken & Waterman; in pista ha avuto il più grande successo ad inizio del nuovo millennio con "Can't get you out of my head". E alla dance è ritornata, dopo un album country pop e una raccolta .  "Disco" è il suo album a tema più esplicito, nonché uno degli album più solidi e piacevoli della sua carriera

Kylie on the dancefloor

Il lavoro su "Disco" è iniziato ben prima della pandemia, raccontano le cronache: il "Golden tour" del 2018 includeva una sezione dedicata alla disco d'annata, e da lì si è partiti. Dietro le quinte c'è Sophie Muller, che ha curato la parte visiva: già collaboratrice di Kylie, è una delle più importanti registe e direttrici creative pop e ha fatto un lavoro che rimanda al mondo della disco anni '70 e '80.
In "Disco" tutto molto esplicito, nel titolo, nei videoclip e nella copertina. E soprattutto nel suono, quasi filologico: la prima cosa che ho pensato, ascoltando questo album, è che suona come certe cose dei Daft Punk senza che ci siano i Daft Punk. 16 canzoni che volano via in un attimo, ma con un'enorme attenzione ai dettagli degna del miglior pop, quello che in superfice sembra semplicissimo, ma che ha una gran complessità di fondo. Kylie Minogue ha un gran senso per le canzoni: il risultato è un album che è contemporaneamente un omaggio al dancefloor (si sprecano le citazioni, tra piani e archi oltre che beat) e una bel divertimento, nel senso originale: "divertere" in latino significa allontanarsi dalle preoccupazioni e ben sappiamo quanto ne abbiamo bisogno in questo periodo. 

La infinite disco dal vivo (o quasi)

L'album è stato presentato sabato con "Infinite disco", un livestream a pagamento, uno show di 50 minuti girato in una discoteca virtuale in cui Kylie cantava le canzoni tra coriste e ballerini, unendole ad alcuni classici come "Love at first sight". Uno show con un livello di produzione altissimo (oltre a Sophie Muller, ci ha lavorato Blue Leach, regista per Pearl Jam, Depeche Mode e R.E.M.), ricco di effetti speciali e molto divertente. Decisamente poco "live" nel senso classico del termine: più uno show televisivo che un concerto in streaming, ma notevole per classe e messa in scena della canzoni.

La canzone da playlist

Tutto l'album è di fatto una playlist da ballare - ma il capolavoro del disco è "Say something", con un'intro che sta a metà tra i Queen di "Radio Gaga" e l'electro-rock dei New Order e si apre in una melodia perfetta. È già un classico nella discografia di un'artista che di classici ne ha parecchi.

 

 

TRACKLIST

#1
01. Magic (04:10)
02. Miss a Thing (03:56)
03. Real Groove (03:14)
04. Monday Blues (03:09)
05. Supernova (03:17)
06. Say Something (03:32)
07. Last Chance (03:03)
08. I Love It (03:50)
11. Unstoppable (03:34)
12. Celebrate You (03:42)

#2
02. Fine Wine (02:44)
03. Hey Lonely (03:28)
04. Spotlight (02:42)
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