«MUSIC IS THE WEAPON - Major Lazer» la recensione di Rockol

“Music is the weapon”: il ritorno dei Major Lazer di Diplo

Cinque anni dopo la hit “Lean on”, Diplo e Walshy Fire fanno squadra con Ape Drums per presentare il loro nuovo lavoro discografico: una raccolta di featuring in cui la musica elettronica incontra il pop, il reggaeton, il country e la musica giamaicana.

Recensione del 30 ott 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 6/10

La recensione

Ce ne hanno messo di tempo i Major Lazer per pubblicare il loro nuovo album. “Music is the weapon”, uscito a cinque anni di distanza da “Peace is the mission” - il disco del 2015, anticipato dalla hit “Lean on” con DJ Snake e la cantante danese MØ -, ha visto la luce dopo essere stato più volte annunciato e rimandato, oltre che dopo l'ennesimo cambiamento di line-up. Per produrre la loro nuova prova sulla lunga distanza, infatti, Diplo e Walshy Fire hanno fatto squadra con Ape Drums, arruolato al posto di Jillionaire che - in formazione dal 2011 in sostituzione del co-fondatore dei Major Lazer, Switch - nel 2019 ha deciso di lasciare il gruppo per concentrarsi sulla propria carriera solista. 
Il risultato è un album in cui il marchio di fabbrica del progetto di Thomas Wesley Pentz - questo il nome all’anagrafe del produttore statunitense, mente creativa del gruppo - è ancora riconoscibile. In “Music is the weapon”, però, la musica dei Major Lazer viene esplicitamente messa al servizio degli artisti ospiti (Alessia Cara, French Montana, Shenseea, Nicki Minaj, Skip Marley, Marcus Mumford, J Balvin e altri), a differenza di quanto accaduto in altri lavori di Diplo e soci. Più che da brani prodotti su misura per le piste da ballo di club e discoteche (come, per esempio, “Pon de floor” da “Guns don't kill people... Lazers do” del 2009), il disco si compone di 12 tracce le cui produzioni sembrano essere state cucite sulle voci e sulle personalità degli artisti chiamati a collaborare all’album, in modo da far incontrare ancora più direttamente l’elettronica con il pop, il reggaeton, il country e la musica giamaicana. 

Un sound per ogni ospite

In “Music is the weapon” è inconfondibile il tocco di Diplo, ogni brano del disco racchiude al suo interno elementi che Thomas Wesley Pentz ha già sperimentato per altre pubblicazioni. “Hell and high water” con la cantante canadese di origini italiane Alessia Cara, prima traccia del disco, ricorda alcuni lavori del duo formato dal produttore statunitense insieme a Skrillex, Jack Ü, come - per esempio - “Mind” con Kai del 2015. Tuttavia, Diplo e i suoi Major Lazer sembrano voler portare la propria musica in secondo piano, per lasciare spazio agli artisti ospiti di far sentire la loro voce. Le tracce del disco non si costruiscono prevalentemente su suoni EDM ma su sonorità che favoriscono uno scambio culturale, con l’elettronica che - più che influenzare – si lascia influenzare dalla dancehall come in “Tiny” con Beam e la cantante Shenseea, o dal reggaeton come in “Que calor” con J Balvin ed El Alfa. In quasi la totalità dei pezzi i drop arrivano quasi in sordina, senza prendersi il proprio spazio ma diventando quasi eco delle parti cantante. “No matter how they try, you can't take it from me / No matter which way, can't take it from me”, canta verso la fine del ritornello Skip Marley in “Can't take it from me”, dove la base musicale spinge un po’ di più per enfatizzare la voce del nipote di Bob Marley e il suo canto di gioia e libertà contro l’odio.

La canzone da ascoltare: “Lay your head on me”

“Music is the weapon” - che, come dichiarato da Thomas Wesley Pentz in un'intervista per Complex nel 2018, potrebbe essere l'ultimo del progetto - esce in un momento in cui dal mondo della musica pop arrivano continuamente lavori sempre più influenzati dai vari stili dell’elettronica e da altre sonorità come reggaeton o dancehall. Per questo motivo ascoltando il disco, più che aver l'impressione che il trio stiano ancora una volta sfidando i confini dei generi musicali, sembra che la particolarità delle produzioni di Diplo e soci – quella che li ha portati al successo negli anni passati - stia perdendo autenticità e che alcune tracce dell’album ("Oh My Gawd" con Mr Eazi, Nicki Minaj e K4mo o "Trigger" con Khalid) manchino di personalità, quella dei Major Lazer. L’unico pezzo con una spinta verso l’EDM e con qualche novità in ambito di suoni elettronici è “Rave de favela” con MC Lan, Anitta e Beam, e ciò che attira attenzione è “Lay your head on me”. Il singolo con Marcus Mumford è una canzone che può far storcere il naso ai più per quel connubio improbabile tra musica elettronica e richiami country. Ma è il brano che vien voglia di andare a riascoltare, grazie anche alla voce del leader del gruppo Mumford & Sons, che arriva limpida e diretta.

TRACKLIST

01. Hell and High Water (02:25)
02. Sun Comes Up (02:39)
03. Bam Bam (02:33)
04. Tiny (03:22)
05. Oh My Gawd (03:00)
06. Trigger (02:50)
08. Can't Take It From Me (02:55)
09. Rave de Favela (02:34)
10. QueLoQue (02:45)
11. Jadi Buti (02:41)
12. Que Calor (02:49)
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