«MTV UNPLUGGED - Pearl Jam» la recensione di Rockol

Pearl Jam, "Unplugged" per modo di dire

Esce finalmente anche in versione audio lo storico concerto per MTV della band

Recensione del 23 ott 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

Nella mia libreria di CD conservo ancora un bootleg del '92: "Black and white": "Tracks 1-6 digital acoustic set", recitano le scarne note di copertina. Era l'Unplugged dei Pearl Jam: è uno dei bootleg che ho ascoltato di più in quel periodo, in cui ero già follemente innamorato della band.  Misi le mani su quel bootleg poco dopo averli visti suonare al City Square di Milano (giugno '92), per il secondo concerto pochi mesi dopo quello mitico al Sorpasso di febbraio, a cui assisterono poche decine di persone (che invece avevo perso).

La storia degli Unplugged e dei primi Pearl Jam

Quello dei Pearl Jam non era il primo bootleg di un Unplugged: i R.E.M. ne fecero uno stupendo nel '91, ma era una reinvenzione solo parziale del repertorio, perché  "Out of time" era il disco perfetto per il suono semi-acustico che prevedeva il format televisivo. "Unplugged" sarebbe diventato un fenomeno discografico nella seconda metà del '92: l'Unplugged di Eric Clapton in versione album avrebbe finito per vendere 26 milioni di copie e vincere sei Grammy. Di lì in poi ne uscirono a pacchi - tra cui quello dei Nirvana del '94, che rimane forse il migliore di sempre.
Ma la storia dei Pearl Jam era diversa: due anni prima il formato non era ancora così popolare; loro erano una band rock e quella era la prima registrazione di una performance acustica. 
L'Unplugged dei Pearl Jam venne registrato a New York il 16 marzo, quando la band era appena tornata dall'Europa. Venne trasmesso due mesi dopo poi - a parte qualche replica - sparì ufficialmente dalla circolazione per 17 anni, fino al 2009: il DVD venne finalmente pubblicato, incluso nella "Legacy Edition" di "Ten" - che peraltro venne lontana da senza un vero anniversario da celebrare.

i 30 anni del primo concerto della band

Ricorrenza che adesso c'è: il 22 ottobre del 1990 la band tenne il suo primo concerto in assoluto, ancora come "Mookie Blaylock". Così ecco che arriva finalmente anche la versione audio di quello storico concerto, dopo una pubblicazione limitata in vinile per il Record Store Day l'anno scorso. In questi giorni viene anche diffuso un webcast di un concerto a Philadelphia del 2016 in cui "Ten" viene suonato per intero.
I Pearl Jam degli ultimi anni sono molto diversi da quelli di inizio carriera: meno esplosivi, meno rabbiosi, ma sempre terribilmente intensi. E anche i Pearl Jam di questo "Unplugged" sono diversi dalla band di "Ten" e dei concerti elettrici: pur in acustico, mantengono però quella rabbia di fondo. Narrano le cronache che l'idea di accettare di fare l'Unplugged avvenne quasi per caso, solo perché la band aveva fatto un concerto acustico in Svizzera il mese prima - e Stone Gossard ha rivelato recentemente che non era particolarmente convinto comunque.
Ma ha anche ammesso che i fatti lo hanno smentito, ed è vero: "Unplugged" suona ancora freso 28 anni dopo. La coda finale di "Alive" con l'assolo su acustica è da brividi, per non parlare della versione di "Black" e dell'esplosività di "Porch". Peccato solo che manchi "Rockin' in the free world", che venne suonata e tramessa, ma già omessa dal DVD del 2009.

La canzone imperdibile
"State of love and trust" è da sempre una delle mie canzoni preferite della band, da quando la sentii nell'estate del '92 nella colonna sonora di "Singles". Ai tempi di "Unplugged" era ancora inedita (sarebbe uscita un mese dopo) ed è altrettanto potente quanto la versione elettrica. Se non l'avete mai ascoltato, l'Unplugged dei Pearl Jam è un pezzo di storia del rock, imperdibile e ancora bello da ascoltare oggi.

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