«17 - Emis Killa e Jake La Furia» la recensione di Rockol

“È la strada che crea i suoi miti”: Emis Killa e Jake La Furia sfornano un disco che profuma già di “classico”

I due rapper realizzano un album massiccio e da barricata, un manifesto del genere innalzato in diciassette tracce.

Recensione del 19 set 2020 a cura di Claudio Cabona

Voto 8/10

La recensione

Quello di “17” è una sorta di fuoco purificatore, una fiamma che arde sin dalle origini della scena italiana.

Il mondo del rap, da sempre, vive di scosse, di artisti che rimischiano il mazzo di carte o addirittura ribaltano il tavolo, cambiando le regole del gioco. Jake La Furia ed Emis Killa, 41 anni il primo, 30 il secondo, con il loro joint album, stabiliscono una precisa linea di demarcazione, ripudiando la deriva di un rap di plastica spesso tecnicamente modesto, per usare un eufemismo, e scarno di contenuti. Lo fanno con un progetto massiccio che sin dalla copertina, passando per la serialità del numero “17”, ha l’ambizione di essere da barricata e magico. E ascoltandolo suona già come un “classico”. Di spessore anche le produzioni: Big Fish, Chris Nolan, Boss Doms, Low Kidd, 2nd Roof e gli internazionali X Plosive e Abaz costruiscono tappeti sonori insieme a nuove leve come Dat Boi Dee, Kid Caesar e Young Satana.

Rap che odora d’asfalto
Diciassette pezzi in cui l’amore per l’hip hop è il vero scheletro portante, dimostrando quanto il rap, ad alti livelli, possa ancora essere dissacratorio, potente, riflessivo, controverso e disturbante, e non solo “intrattenimento” fine a se stesso, come spesso capita di percepire ascoltando molti di quelli che oggi vogliono semplicemente cavalcare l’onda dello sdoganamento mainstream.

Questo distacco dalla scena contemporanea per un recupero di un rap d’asfalto, non significa non riconoscere il talento delle nuove generazioni, di quelli che meritano: Lazza, Tedua e Massimo Pericolo, insieme a due pesi massimi come Salmo e Fabri Fibra, sono presenti nel disco. “Broken language” (tributo a Trigga The Gambler e Smooth Da Hustler) e “No insta” sono subito due calci in bocca: “Fuck rapper light, picchio in testa come l’hard style” o “Questi rapper col marsupio a tracolla sembrano sbirri” sono solo il biglietto da visita. Il singolo di lancio “Malandrino”, paradossalmente, è uno dei brani più scontati del disco, un’ode alla vita di strada che fa da apripista a “René e Francis”, un pezzo su una Milano che non c’è più, sul “codice” da banditi come Vallanzasca e Francis Turatello. “Amore tossico”, ballad con protagonista la voce di Jake e un campionamento di "Io e te" del cantautore Edda, e “Lontano da me”, con due produzioni perfette di Big Fish, danno fiato al volto più sentimentale e struggente della coppia. In mezzo, come un montante al mento intervallato da due baci pieni di pathos, arriva “Sparami”, un flusso di punchline da capogiro in cui anche Salmo e Fibra fanno la loro parte. In “Maleducato” emerge il lato più sfrontato e sfacciato di Emis e Jake, che per tutto l’album, non solo in questa canzone, usano un linguaggio senza filtri. “L’ultima volta” racconta la storia di un’amicizia che attraversa molti anni, affronta il tema delle scelte e della libertà, che si ritrova anche in “La mia prigione”, il pezzo solista di Emis Killa.

Contro lo stereotipo del brano d’amore
“Toro loco” è l’unico pezzo, su un sound più latineggiante, a trattare l’amore più fisico, ma anche qui in modo non convenzionale. La mancanza di un pezzo "dolce", magari con una voce femminile nel ritornello, ormai diventato uno stereotipo di ogni disco rap negli ultimi anni, dimostra come il progetto abbia avuto una genesi libera, non pianificata per filo e per segno, ma figlia di un sincero rapporto d’amicizia. Emis ha dichiarato che il disco è stato realizzato con lo stesso spirito di un mixtape. Ed è vero. Lo si percepisce nel linguaggio e nella struttura dei pezzi. Il disco prosegue con “Amici miei”, “Il seme del male” e altri brani in cui i temi non variano di molto, rimangono sempre ancorati a una mentalità street svelata attraverso una narrazione coerente con tutto il progetto.

La canzone da ascoltare: “Medaglia”
La “Medaglia” che dà il titolo al brano è, ovviamente, la strada. Emis e Jake tornano con la memoria agli inizi, quando le possibilità erano poche, ma i sogni tanti. Tecnica, sentimento, stile: è un vero pezzo rap nell’accezione più profonda. C'è anche un ritornello accattivante. Difficile se non impossibile, in alcune barre, non risentire l’eco dei Club Dogo. “È la strada che crea i suoi miti” rappava Jake in “Vida loca”. Un’attitudine mai persa, tramandata e ancora oggi viva.

TRACKLIST

01. Broken Language (01:50)
02. Malandrino (03:01)
03. No Insta feat. Lazza (02:59)
04. Renè & Francis (02:56)
05. Amore Tossico (03:11)
06. 666 (02:21)
07. Sparami feat. Salmo, Fabri Fibra (03:08)
08. Lontano da me (03:45)
09. Maleducato (02:52)
10. L'ultima volta feat. Massimo Pericolo (03:30)
11. La mia prigione (02:40)
12. Toro Loco (02:44)
13. Gli amici miei feat. Lazza (04:28)
14. Medaglia (03:17)
15. Il seme del male (02:35)
16. Cowboy feat. Tedua (03:00)
17. Quello che non ho (03:33)
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