«SLIPPED INTO TOMORROW - John Norum» la recensione di Rockol

John Norum - SLIPPED INTO TOMORROW - la recensione

Recensione del 20 mag 2000

La recensione

Domanda: può un musicista all’apice della carriera decidere di mollare tutto per dedicarsi ad un’attività solista il cui futuro appare incerto? John Norum risponderebbe senza battere ciglio “sì” a questo quesito: infatti, alla fine del 1986 il chitarrista svedese decise di abbandonare la sua band di sempre, gli Europe, proprio durante il periodo di maggior splendore (“The final countdown”). Da allora il chitarrista svedese ha percorso la sua strada in solitario, talvolta affiancato da altri artisti come Don Dokken o l’amico Joey Tempest, badando di tenersi sempre lontano dalle luci della ribalta e continuando a coltivare imperterrito la sua tecnica chitarristica. Il virtuosismo di Norum tenderebbe per certi versi ad essere accostato a quello di un altro guitar-hero (più famoso e conosciuto) suo connazionale: Yngwie Malmsteen. Considerando che l’ex-Europe non ha mai avuto bisogno di affidare ad altri cantanti le parti vocali, e che le sue composizioni si spingono soprattutto verso un sound più blues e caldo, ecco trovate le differenze sostanziali tra i due axemen.
La diversità di John sta proprio nel cercare di assemblare canzoni più “infuocate”, e non è un caso che ogni lavoro di Norum contenga puntualmente una cover della band di Scott Gorham e Phil Lynott (i Thin Lizzy). Fin dagli esordi il musicista non ha mai nascosto la sua passione per quel seminale gruppo rock. Ed ecco che anche “Slipped into tomorrow” paga il suo debito, includendo “Killer without a cause”, un pezzo che come tutta la tracklist di quest’album mette in luce il potere evocativo e seducente della chitarra di Norum, certamente meno oscuro di quello di Zakk Wylde e meno asettico di quello di Malmsteen.
Tutto considerato “Slipped into tomorrow” potrà saziare chi ama ascoltare in un disco la chitarra in primo piano, o chi ricerca nuovi idoli da imitare nel famigerato air-guitar. Quello che manca, e che ci vorrebbe a Norum per decollare stabilmente e piacere a tutto il pubblico dei rockers, sarebbe quella creatività che ferveva in compagnia degli Europe. Chissà che il concerto-reunion del Capodanno 2000, tenutosi in Svezia, non sia il segnale di un definitivo ritorno sulle scene della band: incrociamo le dita!
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